Quando la viralità fa male

Hacker’s Dictionary. WhatsApp e Youtube hanno deciso di limitare l’inoltro dei messaggi e dei video virali per contrastare false notizie e disinformazione e per ridurre i danni prodotti dall’imitazione di giochi pericolosi

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 24 Gennaio 2019

WhatsApp, il terrore di tutti i papà che non vogliono finire nelle chat scolastiche, potrebbe adesso fare meno paura.

Victoria Grand, vicepresidente di WhatsApp, durante una conferenza stampa in Indonesia ha dichiarato: «Abbiamo introdotto un limite di cinque inoltri valido in tutto il mondo a partire da oggi». La decisione, attesa da mesi, dopo un annuncio dell’autunno scorso, dovrebbe contribuire ad arginare la diffusione di «fake news» attraverso la popolare applicazione di messaggistica, considerata responsabile sia di linciaggi e uccisioni in India sia di interferenze nelle elezioni che hanno portato Jair Bolsonaro alla presidenza del Brasile.

Tra aprile e luglio dello scorso anno, infatti, 18 persone accusate di pedofilia e rapimenti di bambini sono state uccise in seguito alla diffusione di messaggi fasulli divenuti virali grazie alla possibilità di inoltrarne un gran numero e gratis.

Per quanto riguarda il Brasile, invece, secondo i cacciatori di bufale di «Aos Fatos», Whatsapp è stato il veicolo di milioni di messaggi pagati dai sostenitori di Bolsonaro contro Haddad, violando le norme elettorali e producendo uno spostamento dell’elettorato pari al 20% di voti.

Gli utenti di questa app (acquistata da Facebook, ndr) nel mondo sono un miliardo e mezzo ed è probabilmente per il suo successo che, nonostante l’uso del teatro di strada, la pubblicazione di materiali informativi e corsi ad hoc per alfabetizzare le persone sugli effetti delle fake news, WhatsApp ha deciso questa misura radicale ma che probabilmente non funzionerà.

Per un motivo semplice: con la crisi del giornalismo tradizionale le notizie false che provengono da familiari e amici appaiono più plausibili. Ma anche perché le notizie via WhatsApp, come ha notato una giornalista di «Aos Fatos», Tai Nalon, sono gratuite, mentre confrontarle e risalire alla fonte non lo è.

Per intervenire sui pericoli generati dalla viralità dei contenuti digitali anche Youtube ha deciso di limitare i «forward». La funzione che permetteva ai creatori di contenuti di condividere i propri video automaticamente nei principali social network scomparirà a partire dal prossimo 31 gennaio.

Questa decisione segue a un’altra per la quale la popolare piattaforma ha deciso di rimuovere 8 milioni di video controversi dal sito negli ultimi mesi del 2018. L’operazione, cominciata con la rimozione di filmati che promuovono il gioco d’azzardo, si è estesa fino a bandire tutti i video con scherzi pericolosi o comportamenti al limite della pornografia.

Martedì scorso Google ha infatti annunciato di aver aggiornato le proprie regole per postare i video, con l’intento di bloccare tutti quelli relativi a scherzi pericolosi e sfide estreme come versarsi liquidi infiammabili sulla pelle e darsi fuoco, fino alle gare in cui vince chi ingoia il maggior numero di pasticche per la lavatrice.

Nel marzo scorso aveva destato molto scalpore il video di una donna che sparava al compagno per dimostrare che una pesante enciclopedia fosse in grado di fermare un colpo di pistola diretto al petto. L’uomo, Pablo Ruiz III, uno «youtuber» famoso per i suoi scherzi virali, era morto e la donna è stata condannata.

D’ora in poi questi «scherzi» filmati e pubblicati su YouTube dopo le segnalazioni di persone rimaste ferite e uccise, non potranno essere più pubblicati.

Ora però l’allarme è un altro. Molti video presenti sui canali Youtube apparentemente dedicati ai bambini, presentano immagini di sesso con animali.

Secondo il sito Buzzfeed sono quasi la metà dei 20 migliori risultati di ricerca per «ragazza e il suo cane».