Speciale LPM/Digital Freedom: installazioni, performance e round table con il REFF [PART 2]

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Il legame di LPM con le libertà digitali si evince chiaramente anche dalla prima parte del reportage dalle posizioni espresse da Gianluca Del Gobbo e se ci pensiamo bene si tratta di un legame abbastanza naturale. Videoarte e vjing si basano sostanzialmente su pratiche quali remix e mashup e la possibilità di utilizzare musiche, video, tracce è una parte fondamentale di questa “professione”: non deve infatti stupire che LPM sia stato uno dei primi partner del REFF…

Tornando alle libertà digitali, fino al 2007 il Linux Club, locale gestito dall’omonima associazione ha svolto negli anni un’azione di diffusione del software libero e della cultura opensource, è la location dell’evento, veicolandone questa specifica tendenza culturale. Dal 2008, quando il Linux Club chiude e l’evento si sposta, per mantenere questo legame in modo esplicito LPM decide di dedicare la giornata di apertura a questo tema, ospitando ad esempio iniziative e dibattiti sul diritto d’autore come la Degradarte.

E il 2009 non è stato da meno. Il programma di giovedì 28 maggio, denso di presentazioni, workshop, installazioni e tavole rotonde con ospiti internazionali, ha visto una stratta collaborazione con il REFF, di cui vi offro un resoconto per esteso. Con una piccola anticipazione per i curiosi: filo conduttore della giornata sarà un candido WC…

[Foto in alto: particolare TCDTT – “Throwing Copyright Down The Toilet”, installazione interattiva di Salvatore Iaconesi. Lo sciacquone ripreso da dietro…]

Via|ArtsBlog.it

TCDTT

A descrivere concisamente l’orientamento politico e culturale della giornata l’installazione “TCDTT” acronimo di “Throwing Copyright Down The Toilet” realizzata da Salvatore Iaconesi (xDxD.vs.xDxD) nello spazio REFF. Un meraviglioso wc ripescato da una discarica con tanto di sciacquone dove “buttare al cesso” il copyright (passatemi il termine): munito di webcam, proiettore e software di riconoscimento del movimento, il fortunato visitatore tirando la familiare catenella che gli pende accanto, rimescola i primi 1200 risultati di Google per “contenuto protetto” che vengono remixati, spixelati e proiettati con uno scroscio sulla parete…

[ Set fotografico spazio installativo REFF: TCDTT – “Throwing Copyright Down The Toilet” by Salvatore Iaconesi/AOS ].

REFF.erence 2: LA TAVOLA ROTONDA

REFF.erence 2 (ricordiamo la prima edizione della conferenza qui recensita) parte intorno alla 18.30 nella sala centrale del Brancaleone. Si decide sbito di abbandonare il palco per unirsi al pubblico. Alla tavola rotonda partecipano avvocati, curatori, artisti attivisti, Marco Scialdone (avvocato e curatore della Law Art/REFF), Rossella Ongaretto (architetto e curatrice di 100Spaces/REFF, Lorenzo Imbesi (Design +), Simona Lodi (art director di Piemonte Share Festoval), Leo Sorge (giornalista), Russel Carrens (myRMX, Los Angeles); in collegamento da remoto, Brett Gaylor (OpenSourceCinema) dal Canada e il gruppo PAM (Perpetual Art Machine) da New York, Marco Fagotti (Anomolo Records); come presenza istituzionale c’è infine Alessandro Ferrante, portavoce dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, che mette sul piatto criticità e scelte per l’innovazione che l’assessorato sta affrontando. Sul momento si è infine unito alla discussione Jaromil, animatore della scena culturale hacker e fondatore del progetto Dynebolik. Peccato per i problemi di connessione, causa un segnale wirless roppo basso, che hanno reso praticamente impossibili i collegamenti in remoto: onore al merito per i relatori che hanno pazientemente resistito su Skype fino a desistere dopo un’ora di tentativi…

Il dibattito ha espresso la tensione esistente fra la necessità di accedere alle risorse per sostenere arte e creatività, da un lato e, dall’altro le opportunità oferte dai nuovi media e dalle tecnologie. Sul versante istituzionale cercando di assicurare nel migliore dei modi infrastrutture e supporti. Su quello imprenditoriale lanciando nuove pratiche e idee. Su quello creativo cercando di guardare avanti, attraverso il design, le pratiche p2p e approcci radicali capaci di alimentare idee nuove e per l’intero ecosistema. Sullo sfondo l’inadeguatezza dell’attuale legislazione in materia di copyright che si intreccia a più riprese nella discussione, che si accende e mette n luce punti di vista e approcci anche molto differenti.

myRMX e OpenSourceCinema

REFF si è mosso anche per creare opportunità concrete per gli artisti di LPM.

myRMX, presentato da Russel Currens che rimane per tutti i 4 giorni di meeting, è una giovane start-up (nata 2 mesi fa) il cui modello di business è legato a un uso intelligente della musica libera: un’applicazione per cellulari che permette al pubblico di remixare e usare sample e tracce di giovani artisti per creare nuove musiche, variazioni e pacchetti di remix che vengono rimessi in circolazione. Come dice spiega Carrens “We want to make music an open process”. myRMX lancia una proposta ai 300 artisti di LPM: inviare la propria musica e creare un pacchetto ad hoc myRMX/LPM che da loro lato si impegnano a diffondere, consentendo di colpo di raggiungere il pubblico statunitense.

OpenSourceCinema di Brett Gaylor offre un’opportunità simile: inserire video o pezzi di video nel palinsesto del suo documentario collaborativo, “RIP: A remix Manifesto“, che dopo sei anni di elaborazione sta finalmente decollando ed ha appena iniziato il suo tour internazionale di presentazione.

pre-AHA-camp

A concludere il ciclo REFF delle libertà digitali, c’è il pre-AHA-camp, invitato a riunirsi per inaugurare il ciclo di incontri che porteranno al meeting finale del 2009 dell’omonima lista (l’acronimo, lo ricordiamo, sta per artivism-hacking-activism, ma ne parleremo successivamente: intanto qua il reportage dal camp del 2008 a Venezia)

Segnalo inoltre come iniziativa di rilevo il VJ Talk di Avinetwork che ha animato un dibattito su tecnologie libere, programmazione e creazione dinamica dei contenuti.

[pre-AHA-camp: riunione]



[Presentazione serale ToShare e AHA con Simona Lodi e Giacomo Verde
]

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