Rilasciato il kernel 2.6.33

di FSUG Italia. 27 febbraio 2010

Rilasciato ieri il kernel linux 2.6.33, con il suo carico di “novità” e qualche sorpresa… in particolare

· Nouveau open source Nvidia video driver;
· DRDB (Distributed Replicated Block Device);
· Better Perf: perk kmem, perf probe, perf bench, perf perl, perf diff filters and scripts;
· Added recvmmsg(), a syscall to batch recvmsg() calls;
· TCP Cookie Transactions;
· Xen PV-on-HVM guests support;
· Swappable KSM (Kernel Samepage Merging) pages;
· Block IO controller;
· Compcache;
· Graphic improvements;
· Support for Gamecube and Nintendo Wii;
· Drivers for VMware;
· Reiserfs de-BKLification.

Sorprende che tra le varie aggiunte vi sia un assente illustre, ovvero la rimozione del supporto Android (ancora non ne sono chiari i motivi), presente sino al 2.6.32.9.

Sono stati aggiunti i seguenti supporti hardware:

Sound:

· Support for Ashai Kasei ak4113;
· Support for Infrasonic Quartet;
· Added SuperH DAC audio driver;
· Support for SPEA Media FX/Reveal SC-600;
· Support for Roland UA-1G;
· Support for ALC892/888VD and ALC661/259;
· Support for 27″ iMacs;
· Support for Raumfeld audio;
· Support for OMAP3517 / AM3517 EVM;
· Support for WM8727 DAC;
· Added ADS117x ADC driver;
· Added TPA6130A2 amplifier driver.

USB:

· Multifunction Composite Gadgets support;
· Added OMAP ehci-hcd driver;
· Device ID support for Apple Cinema Display 23″;
· Xilinx USB host controller support.

Input:

· Davinci Keypad Driver;
· Altera PS/2 controller driver;
· Dynapro serial touchscreen driver;
· mc13783 touchscreen driver;
· S3C24XX touchscreen driver;
· ADP5520 MFD PMICs driver;
· ET&T TC5UH touchscreen controller support;
· Zytronic capacitive touchscreen support;
· Support for new Wacom LCD tablets.

HWMON:

· AMD Family 10h/11h CPUs driver;
· National Semiconductor LM73 driver;
· VIA CPU core temperature driver;
· Freescale MC13783 ADC driver.

Graphics:

· Improved the i915 Intel video driver;
· Improved the Radeon video driver;
· Blackfin Landscape LCD EZ-Extender driver;
· Improved OMAP.

V4L/DVB:

· Omnivision OV9640 sensor driver;
· E3C EC100 DVB-T demodulator driver;
· E3C EC168 DVB USB driver;
· Sharp RJ54N1CB0C camera sensor driver;
· Asus Europa Hybrid DVB-T card support;
· OV3610 and OV2610 sensors support;
· TEF6862 tuner support;
· Leadtek DTV1000S support;
· MSI Starcam 370i webcams support;
· Added Digital TV support for Hauppauge WinTV-HVR1290;
· Sveon STV20 Tuner USB DVB-T HDTV support;
· Maxium MAX2165 silicon tuner support;
· Altobeam ATBM8830 GB20600-2006(DMB-TH) demodulator support;
· Mygica X8558pro DMB-TH support;
· Support for Mygica D689 DMB-TH USB;
· Prof 7301 PCI DVB-S2 card support;
· em2800 VC211A card support;
· Dib0090 tuner driver.

Network:

· Intel Wireless Multicom 3200 driver;
· Octeon MGMT device ETH driver;
· Intel Wifi/WiMAX Link 6050 support.

Informatzioni tratte da: http://news.softpedia.com/news/Linux-Kernel-2-6-33-No-Longer-Supports-Android-135930.shtml

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ConfSL 2010, conferenza sul Software Libero a Cagliari!

di Finalmente libero!. 27 febbraio 2010

Oggi è stata pubblicata sul sito della conferenza la Call for Paper

La scadenza è il 18 aprile, quindi vi prego di diffondere l’informazione al massimo e di inviarci i vostri contributi!

Gli interventi possono essere i seguenti
1) presentazione orale breve (~20min)
2) presentazione orale standard (~40min)
3) Workshop/Tutorial (2-3h)

Gli autori hanno la possibilità di inviarci solo un abstract oppure l’articolo completo.
In questo secondo caso prendiamo in considerazione il lavoro per la pubblicazione sul libro degli atti.

Non mandateci i contributi tutti all’ultimo giorno… se potete!

Nella home del sito della conferenza trovate il riquadro della pagina Facebook

Diffondete, mandate paper e venite a Cagliari!

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Internet e politica

di Leonardo Maccari. 25 febbraio 2010

Come avrete visto, se avete avuto modo di leggere la campagna carocandidato.it dentro ad assoli non c’e’ stato sufficiente consenso per spostare i temi della campagna a qualcosa che fosse più ampio del solo software libero.  Al loro interno comunque una discussione c’e’ stata e le persone con cui ho parlato erano tutte d’accordo su cercare di introdurre temi più ampi.

Contemporaneamente in lista frontiere digitali c’e’ stata una accesa discussione quando SEL ha proposto ad Arturo Di Corinto di essere candidato alle elezioni regionali nel Lazio, conclusa con il rifiuto di Arturo, per vari motivi. Anche in questo caso è interessante la discussione che ne è nata.

SEL di Milano vorrebbe organizzare un’iniziativa sul software libero ed ha chiesto la nostra partecipazione per portare la nostra esperienza in comune, probabilmente si andrà a dopo le elezioni.

Infine, sulla lista discussioni di Assoli, si ragiona se sia positiva o meno l’iniziativa del deputato Girlanda (un’interrogazione parlamentare per chiarire se il SL porti vantaggi nella pubblica amministrazione).

La politica si sta intrecciando sempre di più con i temi di internet e del software libero. Penso che sia una cosa positiva, ma è anche urgente riuscire a trovare un punto di contatto, facendo uno sforzo in entrambe le direzioni per capire le posizioni dell’altro.

[Digg]
[Reddit]
[del.icio.us]

[Technorati]
[Google]

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Google condannato

di Partito Pirata. 24 febbraio 2010

Google condannato per aver permesso che alcuni imbecilli diffondessero in Rete, attraverso la propria piattaforma, contenuti illeciti.
I nostri amministratori si vantano di essere europeisti, in realtà sono solo euroisti, sostenitori dell’euro, non dell’Europa, tant’è che continuiamo, noi contribuenti, a pagare contravvenzioni comminateci dall’Europa, dovremmo attendere le motivazioni della sentenza ma già così si profila all’orizzonte un’altra condanna per violazione della Direttiva sul commercio elettronico 2000/31/CE, fedelmente implementata in Italia dal d.lgs 70/2003, che sancisono molto chiaramente la proibizione per gli Stati Membri di imporre agli intermediari un obbligo generale di sorveglianza sui contenuti immessi dagli utenti:
Articolo 14

“Hosting”

  1. Gli Stati membri provvedono affinché, nella prestazione di un servizio della società dell’informazione consistente nella memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio, il prestatore non sia responsabile delle informazioni memorizzate a richiesta di un destinatario del servizio, a condizione che detto prestatore:

a) non sia effettivamente al corrente del fatto che l’attività o l’informazione è illecita e, per quanto attiene ad azioni risarcitorie, non sia al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l’illegalità dell’attività o dell’informazione, o

b) non appena al corrente di tali fatti, agisca immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitarne l’accesso.

  1. Il paragrafo 1 non si applica se il destinatario del servizio agisce sotto l’autorità o il controllo del prestatore.

3.

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Pirate Party 11-02

di Partito Pirata. 24 febbraio 2010

locandina

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Creative Commons Italia è lieto di presentare l’animazione Volete Collaborare?, versione italiana del filmato divulgativo in inglese Wanna Work Together?.

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Tiggì rospo per la sesta W

di Arturo Di Corinto. 24 febbraio 2010

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Elogio del disordine

di Arturo Di Corinto. 24 febbraio 2010

weinberger
AUTORE: David Weinberger
EDITORE: RIZZOLI
COLLANA: BUR SAGGI
PAGINE: 368
PREZZO: Euro 10,00
ANNO DI PRIMA EDIZIONE: 2010
ISBN: 17039116

Oggi, 24 marzo 2010, Radio 3 Scienza parla del libro “Elogio del Disordine” di David Weinberger con Arturo Di Corinto.
L’intervista

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Software libero nelle PA? Qualcosa si ode anche in casa PDL…

di FSUG Italia. 23 febbraio 2010

Non senza una certa sorpresa mi sono ritrovato a leggere una interrogazione parlamentare dell’on. Rocco Girlanda, del PdL, in merito all’uso (in questo testo forse si parla di una fase antecedente che è l’analisi e lo studio di fattibilità), del  FOSS nelle PA (pubbliche amministrazioni).

Senza ulteriori indugi andiamo a leggere il testo dell’ordinanza

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-06153

ROCCO GIRLANDA
martedì 16 febbraio 2010, seduta n.283
GIRLANDA. -

Al Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.

- Per sapere – premesso che:

il decreto legislativo n. 39 del 1993 aveva istituito l’Autorità informatica per la pubblica amministrazione (AIPA), avente compiti di vigilanza sul mercato dell’informatica pubblica, promozione e realizzazione di grandi progetti infrastrutturali, nonché di monitoraggio dell’informatica pubblica, per le quali produceva relazioni annuali al Governo e al Parlamento, in un clima di crescente attenzione per l’efficienza della pubblica amministrazione;

con l’articolo 176 il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 istituto del centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA), a cui sono stati inoltre attribuiti dal decreto legislativo 5 dicembre 2003, n. 343 i compiti, le funzioni e le attività esercitati dal centro tecnico per la rete unitaria della pubblica amministrazione (RUPA), che ora ha assunto la denominazione di digitpa in base al decreto legislativo n. 177 del 1o dicembre 2009;

i suddetti enti hanno sempre avuto tra le proprie funzioni quella della consulenza e della proposta, nonché funzioni di predisposizione, realizzazione e gestione di interventi e progetti di innovazione;

il Ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione ha sempre avuto tra i suoi obiettivi l’aumento dell’efficienza della pubblica amministrazione e dell’aumento della fruibilità da parte degli utenti;

questo presupposto passa attraverso la funzionalità dei sistemi informatici e digitali con i quali la pubblica amministrazione si trova ad operare;

per raggiungere questi obiettivi è necessario valutare l’opportunità di adottare nella pubblica amministrazione software rispondenti ai principi di funzionalità, sicurezza, alleggerimento dei sistemi informatici, resistenza agli attacchi virali e cibernetici, riduzione della spesa per il costo delle licenze;

diversi Governi nazionali di Paesi membri della Comunità europea stanno progressivamente migrando verso sistemi e programmi open source, tra cui spiccano i casi della Svizzera (9.000 computer nelle scuole dal settembre 2008 e tutti i server governativi entro il 2010), della Danimarca (diversi comuni dal febbraio 2002), della Germania e della Francia (Ministero degli esteri e parlamento dal novembre 2008), dell’Inghilterra o di altre istituzioni al loro interno;

la stessa dinamica sta avendo luogo anche in realtà come il Governo del Brasile, della Russia o lo stato del Massachussets;

nel Parlamento Europeo si è recentemente istituito un intergruppo trasversale e transnazionale, di cui fanno parte anche diversi membri del PPE accumunati dalla sensibilità di una progressiva introduzione dei programmi open source nella pubblica amministrazione dei Paesi dell’Unione europea;

la questione va affrontata secondo una visione aperta e liberale al problema, al contrario di quello che all’interrogante appare un approccio ideologico e fazioso con cui si era cercato da parte della sinistra di affrontare il problema nel recente passato;

per un Paese come l’Italia è rischioso assumere una condizione di dipendenza esclusiva da qualsiasi tipo di tecnologia che coinvolga elementi vitali delle istituzioni e della comunicazione;

il risparmio di soldi e di tempo e l’efficienza sono due criteri fondamentali per la gestione interna ed esterna delle risorse collegate ai sistemi elettronici e telematici;

la diversificazione dei sistemi informatici a livello comunitario e mondiale potrebbe creare all’Italia problemi di comunicazione con realtà che usano software di formato differente da quello da noi attualmente in uso;

diverse istituzioni del nostro Paese hanno discusso e approvato la possibilità di migrare ad altro tipo di software salvo poi sperimentare e confermare questa linea di indirizzo, tra cui i comuni di Firenze (gennaio 2001), Lodi (marzo 2002), Roma (febbraio 2004), la provincia di Bolzano (prima nelle scuole e poi nella pubblica amministrazione, con un risparmio solo sulle licenze di oltre 1 milione di euro), decine di comuni in tutta la penisola nonché diverse regioni o enti come l’Istat;

alcuni tipi di software possono portare alla riduzione delle comunicazioni telefoniche;

le applicazioni dei software open source si possono estendere a diversi settori e applicazioni nella gestione e trasmissione delle informazioni;

molti di questi garantiscono un livello di privacy maggiore rispetto ai software attualmente in uso -:

se sia prevista la possibilità di una progressiva migrazione verso altro genere di software rispetto a quelli attualmente in uso;

se si stia valutando appieno l’ipotesi dei guadagni in termini economici nell’utilizzo di software liberi, con la riduzione nell’acquisto delle licenze e del potenziamento degli attuali sistemi informatici;

se sia altresì previsto un aggiornamento dei sistemi informatici e telematici, in ambito di software e di hardware nella pubblica amministrazione;

se il personale della pubblica amministrazione sia in procinto di essere aggiornato riguardo i prodotti attualmente in uso o su quelli che saranno adottati.
(4-06153)

presentata da

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Camera, interrogazione sul codice aperto

di Finalmente libero!. 23 febbraio 2010

… a parte alcune imperfezioni tecnico-normative…

°°°°

Un deputato del PdL ha posto alcune domande al ministero della Pubblica Amministrazione. Vorrebbe sapere se siano in atto le dovute verifiche dei vantaggi derivanti dall’adozione del software open source
Roma – Vorrebbe sapere se il ministero della Pubblica Amministrazione stia compiendo le verifiche necessarie sui possibili vantaggi all’interno di una fase progressiva di migrazione verso il software libero. Si tratta del deputato del Popolo delle Libertà (PdL) Rocco Girlanda, che ha recentemente presentato alla Camera dei Deputati un’interrogazione destinata al dicastero della Pubblica Amministrazione e Innovazione.

Un’interrogazione partita da alcune premesse. In primis, dall’istituzione nel 1993 dell’Autorità Informatica per la Pubblica Amministrazione (AIPA), con compiti di vigilanza sul mercato dell’informatica pubblica e di realizzazione di grandi progetti infrastrutturali. Poi, da quello che dal 2009 si chiama digitpa.

“Il ministero della Pubblica Amministrazione – si legge nel documento relativo all’interrogazione – ha sempre avuto tra i suoi obiettivi l’aumento dell’efficienza della PA e della fruibilità da parte degli utenti. Questo presupposto passa attraverso la funzionalità dei sistemi informatici e digitali con i quali la pubblica amministrazione stessa si trova ad operare”.
Per questo – secondo Girlanda – bisognerebbe valutare le opportunità offerte da quei software in grado di alleggerire i sistemi informatici. Oltre a ridurre la spesa per il costo delle licenze e resistere meglio agli attacchi di natura cibernetica. Più sicuri e funzionali dunque, in una parola, sintetizza Girlanda, aperti.

L’interrogazione ha citato vari esempi dall’Europa e dal mondo, compreso quello della Commissione del Vecchio Continente che ha recentemente istituito un gruppo transnazionale per l’introduzione di programmi open source nella PA dei vari paesi membri. Perciò sarebbe necessario – secondo Girlanda – valutare appieno le conseguenze di un’apertura ridotta nei confronti dei software a codice aperto, anche a fronte dell’evoluzione tecnologica dei prodotti telematici e della necessità di poter parlare con una voce comune a livello europeo e internazionale.

Mauro Vecchio

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Twitter ama l’Open Source e lo dimostra

di Finalmente libero!. 23 febbraio 2010

L’Open Source continua ad attirare su di se le attenzioni di sempre più protagonisti del mercato ICT e Web 2.0

L’ultima realtà per ordine di tempo a palesare la sua volontà di contribuire alla causa open è niente di meno che Twitter, celebre servizio di micro-blogging. Diciamo questo perché

è attiva da poco tempo una nuova pagina sul sito web dell’azienda che elenca una serie di progetti opensource a cui Twitter sta lavorando/contribuendo. Si tratta di una lista abbastanza interessante, che annovera progetti scritti in Ruby, Scala, Java, C/C++.
Se avete ancora dei dubbi, proviamo a scioglierli con la frase che
campeggia nella parte alta della pagina: “Twitter ama l’Open Source.
Twitter è qui grazie a strumenti opensource e questa è la lista dei
progetti che abbiamo rilasciato o a cui stiamo collaborando”. Notizia
ancora più interessante: sono disponibili un bel po’ di posizioni lavorative. Fatevi sotto!

Fonte

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