Il partito pirata che vorreidi Partito Pirata. 29 luglio 2009
Pubblico su richiesta dell’ottimo Athos, un post del mio blog privato, che sembra aver suscitato l’interesse di molti. Diciamo che può essere anche il mio modo di presentarmi al gruppo di PP. E’ da molto tempo che rifletto sul fatto che vorrei tanto potermi riaffacciare alla politica in un partito nel quale mi possa riconoscere, e, come in una letterina di natale, chiedo cosa vorrei, e cosa non vorrei. Nessun commento.
APPELLO: cultura, spettacolo, lavorodi Arturo Di Corinto. 28 luglio 2009
APPELLO: cultura, spettacolo, lavoro+ Se l’italia è famosa nel mondo per il suo cinema, il suo teatro,la sua danza, la sua musica lo si deve anche a noi. Gli autori di cinema, di teatro e di televisione, Nessun commento.
Culturalazio.it: an open platform for user generated contentsdi Arturo Di Corinto. 28 luglio 2009
“Culture, a common heritage” Preface Nessun commento.
Il sangue non è acqua di Paolo Agaraffdi Pagina Tre. 28 luglio 2009
Paolo Agaraff, Il sangue non è acqua, Pequod, Ancona 2006 – p. 127, € 13,40 A Isola Mortorio, al largo della Sardegna nordorientale, si raccontano storie misteriose, provenienti dal passato e dall’America. Siamo nel 1930, e un gruppo di persone si radunano in occasione di un’eredità. Da una parte, abbiamo un incrocio fra thriller e giallo classico alla Agatha Christie, con una serie di omicidi dei parenti lì riuniti. Ma c’è altro, di cui è traccia un diario del primo Ottocento, una storia marinara in cui un immigrato sardo arriva alla Nantucket di Moby-Dick e della caccia alla balena, viaggia negli oceani e incontra eventi arcani. Mentre il diario si conclude a Innsmouth, uno dei luoghi più conosciuti nella geografia orrifica di H.P. Lovecraft, i segni della cosmogonia lovecraftiana si estendono alla trama parallela ambientata nella nostra Italia quotidiana dell’era fascista. SALVATORE PROIETTI LINK
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1+1+1+1=4di Finalmente libero!. 24 luglio 2009
Altre quattro ottime ragioni per passare al sofware libero nella Pubblica Amministrazione, ma perché si continua a non farlo? * Nessuno aiuta l’IT italiana: Assintel lancia l’allarme: “In autunno la fase acuta della crisi, con i primi spiragli di ripresa solo all’inizio del 2010”. Il mercato informatico nel nostro Paese è tornato quasi ai livelli del 2006 * Fattura elettronica, lo SCIC (lo Steering Committee Interassociativo ACMI-AITI-ANDAF su Corporate Payments & Financial Supply Chain) interviene: “il formato proprietario non soddisfa i requisiti di indipendenza e di interoperabilità” * Software pirata, gli enti rischiano condanna penale: …D’ora in avanti dunque l’ente potrà essere condannato – oltre che in sede civile con le sanzioni del risarcimento del danno e dell’inibitoria – anche in sede penale amministrativa, con sanzioni pecuniarie che possono arrivare a circa 775.000 euro, e con sanzioni interdittive (ad esempio la sospensione dell’autorizzazione o il divieto di pubblicizzare beni o servizi fino ad un anno)…. * Un’enciclica per il free software: La recente enciclica di Benedetto XVI esalta i valori dell’economia della gratuità e del dono, alla base anche della filosofia del free software. Allora, se la matematica non è un’opinione 1+1+1+1=4 ovvero, mutatis mutandis: * L’IT italiana, ripeto ITALIANA, ha bisogno di aiuto, quindi bisogna rinforzare le imprese Italiane, ad esempio adottando software libero e dando lavoro (servizi, consulenza, formazione…) alle imprese italiane! * Le fatture elettroniche devono essere fatte con software libero per garantire indipendenza e interoperabilità * Gli enti rischiano il penale e multe salate se non pagano le licenze, ma perché pagare le licenze di Office, ad esempio, se si possono avere gratuitamente le licenze di OpenOffice? Sono soldi pubblici no? Anche il Ministro Brunetta dice che dobbiamo risparmiare! * Infine anche il Papa dice che bisogna adottare il sw libero Che cosa aspettiamo ancora a fare somma 4 e adottare il software libero almeno nella Pubblica Amministrazione italiana? Nessun commento.
FHF: IL GOVERNO LIMITI L’ENFASI LEGISLATIVA SU INTERNET. LO DIREMO ALL’IGF ITALIA DI PISAdi Arturo Di Corinto. 24 luglio 2009
“FHF: IL GOVERNO LIMITI L’ENFASI LEGISLATIVA SU INTERNET. LO DIREMO ALL’INTERNET GOVERNANCE FORUM ITALIA DI PISA” La Free Hardware Foundation, parteciperà con i suoi esperti al forum per contribuire al dibattito sul futuro di Internet, e Free Hardware Foundation Per contatti e informazioni Stefano Cavaliere Nessun commento.
Steal this Film II-The dissolving Fortressdi Arturo Di Corinto. 24 luglio 2009
Il filmaker, scrittore e “hacktivist” britannico Jamie King affronta in questo film la questione dei limiti alla libertà del Web. In Steal this Film II-The dissolving Fortress, Jamie King, animatore della “League of Noble Peers”, ripercorre la storia della “pirateria” culturale come modello di libera circolazione delle idee, ed entra nell’era dei campionamenti e del mash-up, del “riciclo” creativo di materiali musicali o visivi coperti da copyright fino ad originare qualcosa di completamente nuovo. Nessun commento.
FSUGitalia all’ESC2K09di FSUG Italia. 22 luglio 2009
Come già ufficiosamente annunciato nelle settimane precedenti, FSUGitalia sarà presente all’ESC 2K09 ( http://www.endsummercamp.org ), organizzato, dal 28 al 30 agosto 2009 a Venezia Tessera, nel Comune di Venezia, presso Forte Bazzera, ex-polveriera della Prima Guerra Mondiale non lontana dall’Aeroporto Marco Polo. L’ESC è un incontro di persone interessate al Software Libero e alla Conoscenza Libera, a Entrata Libera
Vorrei ringraziare Sebastiano Mestre per la disponibilità e la pazienza dimostrata con le nostre continue mail. Da parte di tutto il team di FSUGitalia lo vorrei ringraziare inoltre di aver scelto questa data e non quella del SFD, che, ovviamente, negli anni passati, ci ha impedito di andare. E poi, c’è il compleanno del Mala….. Nessun commento.
Questa si che è una notizia: un’enciclica per il software libero!di Finalmente libero!. 22 luglio 2009
La recente enciclica di Benedetto XVI esalta i valori dell’economia della gratuità e del dono, alla base anche della filosofia del free software. Papa Ratzi è un Papa a favore del free software? Come è noto Papa Ratzinger non ha una grande dimestichezza con l’informatica: “Non è un Papa tecnologico”, ha detto Padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, a proposito del notebook Olivetti che Bernabè ha recentemente donato al Papa in occasione della sua recente visita nella diocesi di Ivrea, un notebook che il Papa difficilmente utilizzerà. Eppure la sua recente enciclica “Caritas in veritate” dedicata ai problemi economici e sociali fonda, anche da un punto di vista cristiano, su solide categorie etiche il movimento del “free software”. Nell’enciclica, scritta anche per fare memoria e continuare l’impegno di Paolo VI e della sua “Popolorum Progressio”, c’è un paragrafo esplicitamente dedicato ai problemi del copyright: il Papa lamenta che un’eccessiva tutela del copyright in materia di innovazioni tecnologiche, soprattutto in campo sanitario, rappresenta un freno per il progresso dei popoli in via di sviluppo. In realtà, tutta l’Enciclica è un inno all’Economia della gratuità e del dono, cioè a un’economia che non abbia solo al centro il profitto e come unica finalità il benessere materiale soprattutto di pochi. La gratuità, il dono, la solidarietà, l’unione e la comunione con gli altri, sono potenti risorse anche economiche. Sono fattori di sviluppo che, se mortificati, danneggiano e frenano lo stesso meccanismo dell’economia, che rischia di impazzire e di diventare distruttivo, come avviene nell’attuale crisi finanziaria. L’impresa non è solo quella dell’imprenditore privato alla ricerca del suo profitto, dei grandi fondi anonimi e multinazionali che spingono i manager a licenziare in cambio di forti benefit, ma può essere anche un’impresa cooperativistica e collaborativa. Il mercato per essere veramente tale deve permettere anche a queste imprese di essere presenti e competere con quelle tradizionali. I due mondi, quello dell’impresa privata e individualistica e quello delle imprese fondate sulla comunione e sulla cooperazione, non devono rimanere distanti e incomunicabili, ma possono a loro volta collaborare e ibridarsi. Anche l’impresa privata può imparare dalle forme aziendali che si basino maggiormente sulla gratuità ed il dono. Gratuità e dono, apertura all’altro come persona e non solo come merce o fattore di produzione, sono atteggiamenti che servono anche all’interno dell’economia di mercato, con le sue logiche e le sue leggi. Sembra che anche il Papa abbia imparato dalla rivoluzione del “free software” e che lo benedica: anche questo è un segno dei tempi, fuori e dentro la Chiesa. Nessun commento.
Barack Obama: un successo costruito in rete (a suon di dollari)di Arturo Di Corinto. 22 luglio 2009
Arturo Di Corinto e Ania Maslova Storicamente, il dibattito sulla competizione online dei partiti si è concentrato sul presupposto che Internet possa contribuire a «livellare il campo di gioco» della comunicazione politica, permettendo alle formazioni minori di competere ad armi pari con i partiti «incumbent”, favorendo un maggiore pluralismo democratico. Questa tesi si basa su quattro elementi: a) la natura di Internet, un medium globale e immediato che offre l’opportunità di creare una propria piattaforma mediale; b) l’abbassamento dei costi professionali delle campagne condotte via Internet che consente di produrre comunicazione politica a costi bassissimi grazie a pochi mezzi e un know-how specifico; c) l’ethos di Internet che si è sviluppata a partire da avanguardie libertarie e anarchiche ideologicamente vicine alle formazioni radicali e minoritarie; d) l’effetto moltiplicatore per cui la compresenza sulla stessa piattaforma o canale, Internet, annullerebbe gli squilibri prodotti nei media mainstream, facendo acquisire legittimità e credibilità anche alle piccole formazioni. Questo approccio è stato successivamente contestato dai cosiddetti teorici della normalizzazione. (more…) Nessun commento.
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