Il partito pirata che vorrei

di Partito Pirata. 29 luglio 2009

Pubblico su richiesta dell’ottimo Athos, un post del mio blog privato, che sembra aver suscitato l’interesse di molti. Diciamo che può essere anche il mio modo di presentarmi al gruppo di PP.

E’ da molto tempo che rifletto sul fatto che vorrei tanto potermi riaffacciare alla politica in un partito nel quale mi possa riconoscere, e, come in una letterina di natale, chiedo cosa vorrei, e cosa non vorrei.

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APPELLO: cultura, spettacolo, lavoro

di Arturo Di Corinto. 28 luglio 2009

APPELLO: cultura, spettacolo, lavoro+
Fonte:http://www.giuliarodano.eu/

Se l’italia è famosa nel mondo per il suo cinema, il suo teatro,la sua danza, la sua musica lo si deve anche a noi.
Siamo tanti, più di 200.000, in larga parte precari, intermittenti, non tutelati in materia di diritti e garanzie sociali. Siamo i lavoratori dello spettacolo. Da oggi una categoria in via di estinzione. Perché lo stato italiano investe per il nostro settore quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati Europei. Perché il governo Berlusconi, dopo aver colpito tutti i settori della cultura, della scuola e della ricerca, sta azzerando, in un processo avviato da tempo, il finanziamento previsto per il Fondo Unico dello Spettacolo del 2009 e dimostra così di continuare a considerare l’arte e lo spettacolo come una spesa invece che un investimento. Perché il ministro Bondi davanti al Presidente della Repubblica ha solennemente promesso il suo reintegro e invece il decreto che sta per essere approvato in Parlamento in questi giorni dimostra che ha solennemente mentito.
Dai prossimi mesi si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno serie televisive, meno artisti, si avranno meno lavoro e meno idee – in un panorama di pretesi risparmi che finiranno per rendere il paese più povero di emozioni, di pensieri, di capacità critica, di profondità, di energia creativa, di identità nazionale.
Noi siamo qui per chiedere ai parlamentari di tutti i partiti di impedire quello che si configura come un pressoché totale annientamento della produzione artistica italiana. E per difendere il diritto del Paese ad avere una cultura e una comunicazione degna di questo nome.

Gli autori di cinema, di teatro e di televisione,
gli attori, i musicisti, i ballerini, gli scrittori, gli agenti e
tutti i lavoratori dello spettacolo, dell’arte visiva, della cultura,
della ricerca e dell’informazione.

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Culturalazio.it: an open platform for user generated contents

di Arturo Di Corinto. 28 luglio 2009

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“Culture, a common heritage”
Culturalazio.it: an open platform for user generated contents
Arturo Di Corinto – CATTID, Sapienza University of Rome
(a dicorinto at uniroma1 it)

Preface
Culturalazio.it, is the portal of the Department of Culture, Entertainment and Sports of the Lazio Region and was created with the aim of spreading the concept that culture is accessible to all. Inside the portal, citizens are not only seen as users of its contents but as its first producers.
The main idea of the Culturalazio.it portal is indeed that culture is a collective resource, in both economic and social terms. It is a “common heritage” and a regional portal on culture can be useful to promote knowledge on a territory’s cultural heritage, history, customs and traditions. (more…)

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Il sangue non è acqua di Paolo Agaraff

di Pagina Tre. 28 luglio 2009

Il sangue non è acquaPubblichiamo una recensione di Salvatore Proietti uscita sul n.31 della rivista “Alpha quadrant”.

Paolo Agaraff, Il sangue non è acqua, Pequod, Ancona 2006 – p. 127, € 13,40

A Isola Mortorio, al largo della Sardegna nordorientale, si raccontano storie misteriose, provenienti dal passato e dall’America. Siamo nel 1930, e un gruppo di persone si radunano in occasione di un’eredità. Da una parte, abbiamo un incrocio fra thriller e giallo classico alla Agatha Christie, con una serie di omicidi dei parenti lì riuniti. Ma c’è altro, di cui è traccia un diario del primo Ottocento, una storia marinara in cui un immigrato sardo arriva alla Nantucket di Moby-Dick e della caccia alla balena, viaggia negli oceani e incontra eventi arcani. Mentre il diario si conclude a Innsmouth, uno dei luoghi più conosciuti nella geografia orrifica di H.P. Lovecraft, i segni della cosmogonia lovecraftiana si estendono alla trama parallela ambientata nella nostra Italia quotidiana dell’era fascista.
Lovecraft è stato usato in tanti modi, nella letteratura, nel cinema, nel fumetto e nei giochi, anche in Italia. In pochi, però, hanno creato un’ambientazione lovecraftiana pienamente italiana, come in questo brillante romanzo di Paolo Agaraff, già autore, per lo stesso editore, di Le rane di Ko Samui (2003).
Fra i luoghi dell’immaginario “notturno” italiano, la Sardegna si sta rivelando una delle fonti più produttive e sorprendenti. Ambientazione di gialli e noir ben oltre i limiti del grottesco, come quelli di Marcello Fois e Giorgio Todde, la Sardegna è anche lo sfondo dei racconti horror di Nicola Verde, e non va dimenticato Il mistero dell’inquisitore Eymerich di Valerio Evangelisti, in cui lo straordinario sincretismo di miti e leggende sarde apriva la strada a un’inquietante parabola sul potere.
Forse sono meno audaci le ambizioni del trio di autori anconetani (Gabriele Falcioni, Roberto Fogliardi e Alessandro Papini), appassionati di giochi di ruolo e di narrativa fantastica, che si firma sotto lo pseudonimo di Paolo Agaraff. Ma nella creazione di un luogo italiano catalizzatore dell’orrore lovecraftiano, in una costa gallurese non meno frastagliata dalle penetrazioni del soprannaturale di quella del New England, l’incubo è in perfetta consonanza con uno sfondo, passato e presente, permeato di violenza nascosta sotto la superficie.
Una letteratura popolare italiana radicata nel paesaggio nostrano sta cominciando a prendere forma anche nell’orrore. La Mortorio del mondo reale è stata quasi sempre un’isola disabitata, ma Il sangue non è acqua la rende uno dei primi insediamenti importanti nelle spedizioni italiane di esplorazione del fantastico-orrifico.
Anche la forma stessa – davvero inusuale soprattutto da noi – di una collaborazione a sei mani  è un bell’ideale di artigianato letterario collettivo che ci piacerebbe diventasse un modello.
Per finire, ricordiamo che il sito www.paoloagaraff.com contiene una pagina da cui si accede agli scenari di un possibile gioco di ruolo basato sul romanzo, e a una sceneggiatura del romanzo: una dimensione multimediale della letteratura che può indicare una strada anche per altri. E che, ne siamo certi, continueremo a percorrere insieme a Paolo Agaraff.

SALVATORE PROIETTI

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1+1+1+1=4

di Finalmente libero!. 24 luglio 2009

Altre quattro ottime ragioni per passare al sofware libero nella Pubblica Amministrazione, ma perché si continua a non farlo?

* Nessuno aiuta l’IT italiana: Assintel lancia l’allarme: “In autunno la fase acuta della crisi, con i primi spiragli di ripresa solo all’inizio del 2010”. Il mercato informatico nel nostro Paese è tornato quasi ai livelli del 2006

* Fattura elettronica, lo SCIC (lo Steering Committee Interassociativo ACMI-AITI-ANDAF su Corporate Payments & Financial Supply Chain) interviene: “il formato proprietario non soddisfa i requisiti di indipendenza e di interoperabilità”

* Software pirata, gli enti rischiano condanna penale: …D’ora in avanti dunque l’ente potrà essere condannato – oltre che in sede civile con le sanzioni del risarcimento del danno e dell’inibitoria – anche in sede penale amministrativa, con sanzioni pecuniarie che possono arrivare a circa 775.000 euro, e con sanzioni interdittive (ad esempio la sospensione dell’autorizzazione o il divieto di pubblicizzare beni o servizi fino ad un anno)….

* Un’enciclica per il free software: La recente enciclica di Benedetto XVI esalta i valori dell’economia della gratuità e del dono, alla base anche della filosofia del free software.

Allora, se la matematica non è un’opinione 1+1+1+1=4 ovvero, mutatis mutandis:

* L’IT italiana, ripeto ITALIANA, ha bisogno di aiuto, quindi bisogna rinforzare le imprese Italiane, ad esempio adottando software libero e dando lavoro (servizi, consulenza, formazione…) alle imprese italiane!

* Le fatture elettroniche devono essere fatte con software libero per garantire indipendenza e interoperabilità

* Gli enti rischiano il penale e multe salate se non pagano le licenze, ma perché pagare le licenze di Office, ad esempio, se si possono avere gratuitamente le licenze di OpenOffice? Sono soldi pubblici no? Anche il Ministro Brunetta dice che dobbiamo risparmiare!

* Infine anche il Papa dice che bisogna adottare il sw libero

Che cosa aspettiamo ancora a fare somma 4 e adottare il software libero almeno nella Pubblica Amministrazione italiana?

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FHF: IL GOVERNO LIMITI L’ENFASI LEGISLATIVA SU INTERNET. LO DIREMO ALL’IGF ITALIA DI PISA

di Arturo Di Corinto. 24 luglio 2009

logo fhf
Free Hardware Foundation
Free Hardware Foundation
Comunicato Stampa
22 luglio 2009
For Immediate Release

Scarica il Comunicato IGF Italia Pisa in .pdf

“FHF: IL GOVERNO LIMITI L’ENFASI LEGISLATIVA SU INTERNET. LO DIREMO ALL’INTERNET GOVERNANCE FORUM ITALIA DI PISA”
Dal 5 al 7 ottobre, si terrà a Pisa l’Internet Governance Forum Italia 2009 (IGF Italia 2009). Ospitato dall’Istituto di Informatica
e Telematica (IIT) presso la sede dell’Area della Ricerca del CNR, il Forum, che fa seguito al precedente tenutosi a Cagliari nel
2008, rappresenta una delle più importanti occasioni d’incontro dell’intera comunità Internet italiana.
I risultati dei lavori saranno presentati alla prossima riunione dell’IGF delle Nazioni Unite che si terrà a Sharm El Sheikh, nel
Novembre 2009, ospitata dal governo egiziano

La Free Hardware Foundation, parteciperà con i suoi esperti al forum per contribuire al dibattito sul futuro di Internet, e
riaffermare il valore sociale della libertà di espressione e dell’accesso ai beni comuni informazionali, che la rete consente.
“La partecipazione della Free Hardware Foundation è volta a sostenere l’idea di una Carta dei diritti della rete (Internet Bill of
Rights) e per chiedere al Governo italiano un ruolo più attivo e di maggiore garanzia nei confronti della libertà di Internet oggi
messa in pericolo da leggi e proposte di legge parlamentari inutilmente repressive e autoritarie.” Ha dichiarato il presidente della
Free Hardware Foundation, Arturo Di Corinto.

Free Hardware Foundation
La finalità primaria della Free Hardware Foundation è la promozione, il sostegno e la diffusione di quegli strumenti materiali o
immateriali che garantiscano, l’accessibilità, l’evoluzione, la condivisione e la diffusione della conoscenza, della cultura e del
sapere, liberamente e in maniera paritaria per tutti gli esseri umani.

Per contatti e informazioni
info a fhf.it – http://fhf.it

Stefano Cavaliere
Tel: 347/1300647
E-mail: stefano.cavaliere a fhf.it

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Steal this Film II-The dissolving Fortress

di Arturo Di Corinto. 24 luglio 2009

Il filmaker, scrittore e “hacktivist” britannico Jamie King affronta in questo film la questione dei limiti alla libertà del Web. In Steal this Film II-The dissolving Fortress, Jamie King, animatore della “League of Noble Peers”, ripercorre la storia della “pirateria” culturale come modello di libera circolazione delle idee, ed entra nell’era dei campionamenti e del mash-up, del “riciclo” creativo di materiali musicali o visivi coperti da copyright fino ad originare qualcosa di completamente nuovo.

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FSUGitalia all’ESC2K09

di FSUG Italia. 22 luglio 2009

Come già ufficiosamente annunciato nelle settimane precedenti, FSUGitalia sarà presente all’ESC 2K09 ( http://www.endsummercamp.org ), organizzato, dal 28 al 30 agosto 2009 a Venezia Tessera, nel Comune di Venezia, presso Forte Bazzera, ex-polveriera della Prima Guerra Mondiale non lontana dall’Aeroporto Marco Polo. L’ESC è un incontro di persone interessate al Software Libero e alla Conoscenza Libera, a Entrata Libera :) Il contenuto dell’evento è in continua evoluzione su questo sito e viene creato dai suoi partecipanti. FSUGitalia partecipa innanzitutto come pubblico di una stupenda iniziativa, e se possibile, anche contribuendo con qualche talk. Gli utenti FSUGitalia che fossero interessati a partecipare, non hanno che da comunicarcelo nel nostro FORUM. Inutile ribadire che inviatiamo tutti gli interessati a partecipare ad una così bella manifestazione, in pieno accordo con i principi di FSUGitalia. Qui ripubblichiamo il manifesto ufficiale.

Manifesto_esc

Vorrei ringraziare Sebastiano Mestre per la disponibilità e la pazienza dimostrata con le nostre continue mail.  Da parte di tutto il team di FSUGitalia lo vorrei ringraziare inoltre di aver scelto questa data e non quella del SFD, che, ovviamente, negli anni passati, ci ha impedito di andare.

E poi, c’è il compleanno del Mala…..

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Questa si che è una notizia: un’enciclica per il software libero!

di Finalmente libero!. 22 luglio 2009

La recente enciclica di Benedetto XVI esalta i valori dell’economia della gratuità e del dono, alla base anche della filosofia del free software.

Papa Ratzi è un Papa a favore del free software? Come è noto Papa Ratzinger non ha una grande dimestichezza con l’informatica: “Non è un Papa tecnologico”, ha detto Padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, a proposito del notebook Olivetti che Bernabè ha recentemente donato al Papa in occasione della sua recente visita nella diocesi di Ivrea, un notebook che il Papa difficilmente utilizzerà.

Eppure la sua recente enciclica “Caritas in veritate” dedicata ai problemi economici e sociali fonda, anche da un punto di vista cristiano, su solide categorie etiche il movimento del “free software”.

Nell’enciclica, scritta anche per fare memoria e continuare l’impegno di Paolo VI e della sua “Popolorum Progressio”, c’è un paragrafo esplicitamente dedicato ai problemi del copyright: il Papa lamenta che un’eccessiva tutela del copyright in materia di innovazioni tecnologiche, soprattutto in campo sanitario, rappresenta un freno per il progresso dei popoli in via di sviluppo.

In realtà, tutta l’Enciclica è un inno all’Economia della gratuità e del dono, cioè a un’economia che non abbia solo al centro il profitto e come unica finalità il benessere materiale soprattutto di pochi.

La gratuità, il dono, la solidarietà, l’unione e la comunione con gli altri, sono potenti risorse anche economiche. Sono fattori di sviluppo che, se mortificati, danneggiano e frenano lo stesso meccanismo dell’economia, che rischia di impazzire e di diventare distruttivo, come avviene nell’attuale crisi finanziaria.

L’impresa non è solo quella dell’imprenditore privato alla ricerca del suo profitto, dei grandi fondi anonimi e multinazionali che spingono i manager a licenziare in cambio di forti benefit, ma può essere anche un’impresa cooperativistica e collaborativa.

Il mercato per essere veramente tale deve permettere anche a queste imprese di essere presenti e competere con quelle tradizionali. I due mondi, quello dell’impresa privata e individualistica e quello delle imprese fondate sulla comunione e sulla cooperazione, non devono rimanere distanti e incomunicabili, ma possono a loro volta collaborare e ibridarsi.

Anche l’impresa privata può imparare dalle forme aziendali che si basino maggiormente sulla gratuità ed il dono. Gratuità e dono, apertura all’altro come persona e non solo come merce o fattore di produzione, sono atteggiamenti che servono anche all’interno dell’economia di mercato, con le sue logiche e le sue leggi.

Sembra che anche il Papa abbia imparato dalla rivoluzione del “free software” e che lo benedica: anche questo è un segno dei tempi, fuori e dentro la Chiesa.

Fonte

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Barack Obama: un successo costruito in rete (a suon di dollari)

di Arturo Di Corinto. 22 luglio 2009

Arturo Di Corinto e Ania Maslova
per Cometa, Rivista di comunicazione, etica, ambiente

Storicamente, il dibattito sulla competizione online dei partiti si è concentrato sul presupposto che Internet possa contribuire a «livellare il campo di gioco» della comunicazione politica, permettendo alle formazioni minori di competere ad armi pari con i partiti «incumbent”, favorendo un maggiore pluralismo democratico. Questa tesi si basa su quattro elementi: a) la natura di Internet, un medium globale e immediato che offre l’opportunità di creare una propria piattaforma mediale; b) l’abbassamento dei costi professionali delle campagne condotte via Internet che consente di produrre comunicazione politica a costi bassissimi grazie a pochi mezzi e un know-how specifico; c) l’ethos di Internet che si è sviluppata a partire da avanguardie libertarie e anarchiche ideologicamente vicine alle formazioni radicali e minoritarie; d) l’effetto moltiplicatore per cui la compresenza sulla stessa piattaforma o canale, Internet, annullerebbe gli squilibri prodotti nei media mainstream, facendo acquisire legittimità e credibilità anche alle piccole formazioni.

Questo approccio è stato successivamente contestato dai cosiddetti teorici della normalizzazione. (more…)

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