Sapere libera tutti!

di Finalmente libero!. 31 ottobre 2008

Il 2 Novembre, a Pavia -ore 11.00
si terrà una giornata dedicata ai nuovi modelli di creazione
compartecipata di conoscenza.

La giornata è stata battezzata Sapere libera tutti!,
il luogo dell’incontro è questo:

http://cortesi.com/sapere_libera_tutti/

Interventi:
1. Cristina Moretto – OpenContent, Standard per una creazione
compartecipata della conoscenza
2. Simone Aliprandi – La cultura della licenza per garantire la
libertà dell’informazione
3. Edoardo Marascalchi – Wikipedia, l’enciclopedia libera
4. Simone Cortesi – OSM, una mappa libera del Pianeta
5. Christian Biasco – Video Creative Commons

Moderatore:
Cristina Moretto

Descrizione:
Partiamo dall’idea che non sempre sia necessario riservarsi tutti i
diritti d’autore su un’opera per vedersi riconosciuti i vantaggi della
creazione della stessa, spesso possiamo rinunciare ad alcuni o tutti i
nostri diritti affinchè la nostra opera viva la propria vita. I saperi
collettivi (commons) si atteggiano così a diritto universale ponendo
un problema inedito in termini legislativi ed in controtendenza
rispetto alla sacralità del copyright. È un tipo di licenza, quindi di
contratto, molto diversa dalle «classiche» licenze che prevedono
contratti solo di “licenza d’uso”. Creative Commons è un cammino
appena agli inizi in cui tutta la comunità deve impegnarsi per
sperimentare forme nuove da adattare ai singoli casi specifici.
Consentono agli autori di riservarsi alcuni diritti e rinunciare ad
altri, sono contratti che riguardano esclusivamente i diritti
patrimoniali e mai quelli morali, propongono un modello contrattuale
di licenza per la diffusione di testi, immagini, file musicali, mappe,
video. Cercheremo, in questa giornata, di far avvicinare i
partecipanti ad esempi pratici di “prodotti” che basano la propria
esistenza proprio su queste nuove licenze.

Breve biografia dei relatori:

Christian Biasco nasce in Ticino (Svizzera) nel 1973, da emigranti
italiani. Dopo la laurea in Matematica e diverse esperienze di lavoro
si dedica a tempo pieno al teatro professionale, portando in scena
“Novecento” di Alessandro Baricco e “BARicco SPORT”. Nel 2004 debutta
in Ticino con il documentario teatrale “L’origine del Male”. Un
riadattamento del lavoro viene trasmesso in prima serata dalla TSI, il
canale italofono della televisione nazionale svizzera. Il progetto si
trasforma inoltre in una ricerca sulle origini dell’AIDS all’interno
di un dottorato in storia della medicina dell’Università di Ginevra.
Ha realizzato – per Arcoiris tv – una serie di video sul tema della
proprietà intellettuale. Attualmente vive e lavora a Bologna dove ha
avviato un progetto di produzione video open source, che consiste
nello sviluppo aperto delle produzioni e il rilascio dei risultati con
licenze Copyleft. Oltre al progetto sulla proprietà intellettuale e il
software libero è in cantiere la produzione di una videoguida su
wikipedia e una serie di video dedicati all’ambiente.

Simone Cortesi nasce a Pavia nel 1977, da sempre interessato al mondo
dell’informatica, si dedica soprattutto al Software Libero
partecipando in maniera attiva prima allo sviluppo del linguaggio di
programmazione PHP, poi al progetto OpenStreetMap.

Edoardo Marascalchi nasce a Rovigo nel 1973, lavora tra i computer
dall’età di 11 anni. Amministratore di Rete presso Domus Academy,
fondatore mancato di WikiMedia Italia, Contributore attivo
dell’edizione italiana di Wikipedia. Libero Mappatore.

Simone Aliprandi: avvocato e scrittore, è il responsabile del Progetto
Copyleft-italia.it e si occupa ormai da alcuni anni di diritto del
settore ICT e più specificamente di copyright e copyleft. Ha
partecipato a convegni di un certo rilievo e pubblicato alcuni
interessanti libri su questi argomenti, rilasciando tutte le sue opere
con licenze di tipo copyleft. Fra le sue pubblicazioni più conosciute:
“Teoria e pratica del copyleft”, “Capire il copyright. Percorso
guidato nel diritto d’autore” e “Creative Commons: manuale oeprativo”.
www.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org

Cristina Moretto si e` laureata in Geografia Sociale presso la Facoltà
di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze.
Nel 2007 consegue il master in Free Software Upgrade Management
organizzato dal FSE e dal CTS Einaudi di Bolzano.
Attualmente e` impiegata come ricercatrice presso la Fondazione Bruno
Kessler di Trento all’interno dell’unita` FreeIT – Free Information
Technology.
Vicepresidente di Assoli (Associazione per il Software Libero)si occupa
attivamente di promozione e diffusione di Cultura Libera.

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Internet: “Diamoci dei diritti o qualcuno ce li toglierà”

di Arturo Di Corinto. 31 ottobre 2008

copertina nova 30_10_2008Le regole per preservare il diritto a Internet
Forum IGF.Italia- Copyright 2.0
Arturo Di Corinto
Per Ilsole24oreNòva
del 30-10-2008

Scarica l’articolo in .pdf

“Internet: diamoci delle regole o qualcuno ci imporrà le sue”. Se si potesse sintetizzare il lavoro dell’Internet Governance Forum in una frase, questa sarebbe forse la più azzeccata per spiegare come e perché centinaia di studiosi e ricercatori, imprese e governi sono impegnati da sei anni nel definire la scenario evolutivo della rete. Allarmati? Sì forse, perché anche se non ce ne rendiamo conto, è in atto una vera e propria riscrittura della costituzione materiale di Internet, che oggi appare sempre di meno quel territorio libero e separato vaticinato da John Perry Barlow nella sua dichiarazione d’indipendenza del cyberspazio. Internet oggi è una risorsa scarsa, per molti e diversi motivi: solo un sesto del pianeta è connesso; in Internet si riproducono odiose differenze di genere, cultura, e censo; i suoi contenuti troppo spesso vanno sotto chiave, vigilati e prezzati da chi vorrebbe trasformarla in una sola grande infrastruttura commerciale, e soprattutto è in una fase critica, sovraccaricata com’è da flussi d’informazione globali e sabotata nel suo funzionamento basico da virus, spam, guerriglie commerciali e politiche.

E proprio di questo si è parlato la settimana scorsa a Cagliari alla prima edizione dell’IGF-Italia, cioè di accesso, apertura, sicurezza, diversità, infrastrutture e altri temi emergenti relativi alla rete, come il suo rapporto con la politica, replicando la formula proposta dalle Nazioni Unite di identificare nuove soluzioni ai problemi posti interpellando i suoi stakeholder. (more…)

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Google Books convince gli editori a suon di milioni

di Pagina Tre. 31 ottobre 2008

Manca solo il via libera formale del giudice federale, ma ormai il dado è tratto: oggi a suon di milioni di dollari Google ha convinto gli editori e gli autori americani a cedere i diritti per il suo progetto di digitalizzazione di libri, Google Book Search.

Il modello di business del motore che rende già 7 milioni di volumi ricercabili via Internet, considerato fino a ieri improponibile, è apparso di colpo talmente interessante che è stata ritirata la causa per violazione di copyright intentata nel 2005: in cambio, Google ha promesso che stanzierà 125 milioni di dollari per costituire un «Book Rights Registry» per chiudere le vertenze esistenti, coprire le spese legali e offrire una vetrina pubblicitaria online ad autori ed editori. Google si riserva il 37 per cento delle entrate garantite dalla vendita dei libri e dalla pubblicità affiancata alle anteprime dei testi, il resto verrà equamente diviso dal Registro fra i detentori dei diritti.

«E’ un accordo storico per Google e sicuramente un passo avanti per l’editoria, ma si rischia una nuova Siae» commenta Marco Calvo, fondatore di Liber Liber, la libreria elettronica del progetto Manuzio che mette a disposizione in Rete i classici della letteratura caduti nel pubblico dominio, in vari formati scaricabili. Secondo Calvo, tra i sostenitori della Carta dei Diritti digitali proposta settimana scorsa all’Internet Governance Forum di Cagliari, il vero traguardo che rivoluzionerà l’editoria sarà raggiunto quando autori ed editori decideranno di gestire in proprio il passaggio al digitale, senza bisogno di appoggiarsi a Google.

«Affidare la gestione del proprio archivio a terzi non è lungimirante, prima o poi capiranno che possono tranquillamente, grazie a piattaforme con standard interoperabili come quella del progetto Manuzio, pubblicarsi da soli online il loro archivio, con enormi risparmi e incassi certi».

Solo tre anni fa il presidente della Authors Guild (il sindacato degli autori Usa) aveva definito il progetto di Google «una evidente e spudorata violazione del diritto d’autore» e aveva fatto scattare la class action, seguita dalla denuncia di mega-editori dell’Association of American Publishers del calibro di McGraw-Hill, Pearson Education e Penguin Group, John Wiley e Simon & Schuster.

A nessuno di loro sembrava importare che Google offrisse testi caduti in pubblico dominio (tra cui le opere orfane), aumentasse l’accesso a libri non più stampati e la visibilità per milioni di opere non più reperibili sugli scaffali, a vantaggio di autori che non vendono più attraverso i canali tradizionali. Nè che biblioteche e scuole potessero accedere alle opere fuori catalogo per intero, o che venissero agevolati gli utenti disabili nella fruizione dei testi. Si erano impuntati sul fatto che gli internauti potessero leggere senza aver fatto richiesta ai detentori dei diritti.

Da ieri invece le case editrici riconoscono che il servizio http://books.google.com/ (che peraltro per ora dato l’accordo è previsto solo per il pubblico negli Usa…) è uno strumento utile ad aumentare le vendite. Meglio tardi che mai: anche perché il problema vero degli editori non è che la gente copia o scarica illegalmente i libri per leggerseli, ma semmai che la gente non legge. Per cui, a costo di regalarli per qualche anno in via promozionale, benvenga la diffusione via Internet: comunque avvenga, è una buona notizia.

Anna Masera
La Stampa
http://www.lastampa.it/
29 ottobre 2008

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Marco Candida: “Il diario dei sogni”, Las Vegas (2008)

di Pagina Tre. 31 ottobre 2008

Dopo “La mania dell’alfabeto”, del 2007, Candida torna, a distanza di un anno, con questo “Il diario dei sogni“, edizioni Las Vegas, e con “Domani avrò trent’anni”, editore Eusmewil.
Il diario dei sogni” è il libro di cui ci occuperemo.
Tenere un diario dei propri sogni per capire se stesso e la vita non è cosa facile, giacché non si tratta mai di raccontare, ma di scendere nel ventre delle parole suscitate dalle immagini. La parola è gonfia come una nutrice, pregna dei simboli dei suoi tanti significati. Come servirsene utilmente e senza sbagliare? È possibile?
Che Candida abbia un vero culto per la parola è ormai una qualità già appurata nel romanzo di esordio, che sin dal titolo fa capire questa passione, al limite della mania. Ma anche nelle prime pagine del “Diario” troviamo: “probabilmente non lo so nemmeno più io a quante rinunce sono andato incontro, per rimanere in casa a scrivere”. La scrittura di Candida è, dunque, senza dubbio, il frutto di una fede, di una devozione.
Lo scrittore Giulio Mozzi lo ha scoperto e gli ha pubblicato per Sironi il romanzo di esordio. Non è un caso. Vi è una qualche somiglianza tra Mozzi e Candida e sta nel puntiglio e nella cura dei particolari, nel gioco ripetitivo, quasi morboso, dei contrasti tra finzione e realtà, colto nel momento in cui esse stanno per congiungersi e spietatamente si dividono. Allo stesso modo che accade tra Marco e Verino, tra Veronica e Monica, tra Mattia e Marcello (ove il loro rapporto è quello di essere uni e distinti, e lo si vedrà bene alle pagine rispettivamente 155, 109 e 165/169). Si noti pure, nella narrazione, il rapporto rovesciato Verino/Veronica e Marco/Monica, i quali congiungono e accoppiano finzione e realtà. Se Mozzi è senza dubbio un punto di riferimento per il giovane Candida, certo è che vi è una corrispondenza molto spontanea e naturale. Il loro, ossia, è un incontro scritto nelle cose. Il sogno del 25 dicembre 2006, che troviamo a metà del libro, che vede protagonisti Marcello e Monica, e il successivo sogno dell’amico Gioacchino del 31 marzo 2007, in cui Marco va in giro con una Opel corsa 1400 appena comprata, sono un altro bell’esempio di questa affinità.
L’operazione che si prefigge l’autore appare ben descritta in questa nota, la cui costruzione stilistica può essere anche un ulteriore esempio della parentela con lo scrittore padovano, di cui si diceva: “Le scritte stanno sulle pareti, dentro i quadri e sulle porte per il verso corretto, ma ai miei occhi appaiono voltate nel senso contrario. Io so – sono consapevole di questo – che le scritte stanno sulle pareti, dentro i quadri e sulle porte per il verso corretto, ma contemporaneamente non posso che leggerle alla rovescia – e se voglio interpretarle non posso che farlo rivoltandole dentro la mente.”
Non è, dunque, un puro esercizio di scrittura, questo libro, o una specie di vanitoso esperimento, ma una dolorosa analisi della sfida che la realtà pone ad ogni essere umano, in modo mai uguale, e sempre rivolta alle specificità, alle debolezze, alle paure, alla visionarietà del singolo. Vi è rappresentato lo smarrimento di chi riesce ad intuire e ad accorgersi di questa sfida, di fronte alla quale misura la sua insufficienza. È la tortura dell’impotenza di fronte alle astuzie, ai sadismi, agli specchi deformanti, alle lusinghe, agli inganni della realtà. Con questi strumenti, che non possono mai trovare un riscontro della stessa perversione ed intensità nell’essere umano, la realtà cattura e impegna in un corpo a corpo impari, colui che, per le sue speciali doti di percezione e di sensibilità, riesce a varcare la soglia dell’ordinario. È forse la sfida più minacciosa e terribile a cui l’uomo possa andare incontro. In mezzo alla moltitudine che non avverte nulla di tutto ciò e passa indenne perché scartata, ecco che ci sono uomini che ogni giorno sostengono una tale sfida dolorosa e all’ultimo sangue. Candida ce la rappresenta affinché anche noi che non la conoscevamo, ne siamo fatti partecipi.
Scopriamo così che i temi che si pone l’autore con queste sue prime opere, non sono mai banali, e affrontano il disagio dell’uomo laddove è più spietato e sanguinante: nell’intimo più nascosto, riservato e forse anche inconfessabile.
Nell’accudire e approfondire il personale culto della parola, ossia del suo valore di rappresentazione e di comunicazione, l’autore arriva perfino a prospettarne il superamento con l’accedere ad un linguaggio universale da tutti compreso. L’alternativa che pone è quella del ricorso ai numeri: “si potrebbero utilizzare i numeri al posto delle parole.” e arrivare così ad “una lingua perfetta a base numerica e non alfabetica.”
La scoperta di un linguaggio comune creerebbe una nuova solidarietà tra gli uomini, un avvicinamento delle solitudini, una forza più consona e vigorosa per sopravvivere.
Allineato a questo obiettivo sta l’altro legato ad una storia d’amore e di tradimenti, che è una storia a senso unico, dato che Verino/Marco è stato ingannato sin dal primo momento dalla sua ragazza, di nome Veronica, che si propone soltanto di “facciamolo diventare matto, hai detto nel quarto mese di frequentazione con Marco, nel letto del suo migliore amico”.
Una comunicabilità, quindi, tra esseri umani, inceppata, frastornata, fatta di incomprensione, di possessione e perfino di cattiveria: “Marco appartiene a quel tipo di persone, come tu dici, quelle persone che assorbono tutto l’odio del mondo, che si attirano tutte le forme di antipatia, quel tipo di persone che si prendono tutto il male delle altre persone, che ricevono ovunque e da tutti del male.”

Ci sono persone che ti vogliono fare la festa è un’espressione presente nel diario, scritta a caratteri rovesciati come in uno specchio (il sogno non è forse uno specchio di ciò che siamo?) ed è significativa del modo antagonistico in cui l’autore pone il se stesso protagonista di fronte alla realtà.
Viene in mente il doloroso convincimento espresso, in un contesto assai diverso, dallo scrittore lucchese Guglielmo Petroni nel suo capolavoro “Il mondo è una prigione”, secondo il quale non ci sono speranze di sfuggire la propria solitudine per conquistare la partecipazione e la solidarietà degli altri.
E il sogno? Che cosa rappresenta per l’autore? La chiave per capire la propria esistenza, costruita dall’insieme delle parole che compongono e raffigurano il sogno.
Parole e sogno, dunque, sono l’universo formativo e interpretativo con cui è possibile appropriarsi della propria vita. Dopo “La mania per l’alfabeto” è, ancora una volta, un’opera di forte ricerca, di ansia e di smarrimento, quella che ci presenta Candida: “il diario di una persona che si racconta attraverso l’affresco deformato dei suoi sogni”; “i sogni possono costituire un metro per farsi un’idea precisa su una persona – forse addirittura per entrare completamente dentro a quella persona.”
Significativo a proposito il primo dei due sogni del 6 aprile 2006 (quello dello Zingarelli, il dizionario, e del cane di stoffa dai quali estrae oggetti e persone, un’immagine che si ripeterà alla fine nei confronti dello stesso diario, in cui – al contrario questa volta – farà entrare, anziché uscire, oggetti e persone).
Caos e confusione potranno mai trasformarsi in ordine e cognizione di sé?
A Candida non interessa, come non gli è interessato ne “La mania per l’alfabeto”, raccontare una storia per filo e per segno, con magari una forte presa sui lettori, così come si usa fare oggi per accaparrarsi il mercato e ingraziarsi le influenti Case editrici; piuttosto è interessato a mettere sossopra la propria mente a mo’ di cavia, assumendosene in prima persona tutti i rischi, affinché il bizzarro e complesso mistero che governa il rapporto dell’uomo con se stesso e con gli altri uomini venga aggredito senza quartiere e, uscendo allo scoperto, pur forse vincendoci, il mistero sia costretto ad offrire a tutti noi la possibilità di conoscerlo e misurarlo.
Una delle manifestazioni più subdole e pericolose del mistero è l’insicurezza che ci prende di fronte alla vita che gira intorno a noi. Basterebbe convincerci che il disordine che ci appare è solo “apparente [...], sembra disordine, ma tu sai dove stanno le cose, le controlli talmente, le hai talmente dentro di te, (sono una parte di te), non hai bisogno di tenerle in ordine, in un ordine comprensibile a un terzo, perché ordinare è un po’ disinteressarti, non sentire più le cose dentro, invece non hai bisogno di fare questo, (sono una parte di te), le tue cose respirano con te, e se una scompare, appena scompare, lo senti, come sentiresti se ti tagliassero i capelli o le unghie, a volte come se ti tagliassero un piede.”
Ma non è facile giacché si devono combattere “i cani [che] ti abbaiano dagli angoli del cervello – forse è dal tuo cervello che si aprono le bocche e cominciano ad abbaiare”. La condizione precaria in cui la società di oggi ha gettato l’uomo, e più ancora i giovani, senza lavoro e senza un futuro, è l’humus in cui il mostro che digrigna i denti dentro la nostra testa trova la forza di confonderci e di smarrirci. La debolezza dell’uomo si moltiplica sempre allorché la società contribuisce ad accrescere il mostro che si annida dentro ciascuno di noi.
Che cosa abbia spinto l’autore a comporre un’opera che, mediata dal sogno, in realtà si presenta come una feroce diagnosi della condizione individuale nella società moderna, lo dice lo stesso autore nella nota posta al termine del libro. Sembra un paradosso, e non lo è: è il desiderio di amore, quell’amore che è il solo che abbia la chiave magica per rimettere equilibrio ed ordine in noi stessi e nel mondo.

[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

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Convegno a Bologna su FLOSS e PA

di Finalmente libero!. 30 ottobre 2008

Soluzioni Open Source per il desktop e la collaborazione nella Pubblica Amministrazione

Famula On-Line, società IT del Gruppo Hera, in collaborazione con Yacme Srl e Seacom Srl hanno organizzato un incontro sulle tecnologie Open Source che si terrà in Bologna il prossimo 19 novembre 2008 nella splendida cornice del Salone delle Feste de I Portici Hotel di Bologna , ex Teatro Eden, in via Indipendenza 69.

L’incontro vuole avere l’obbiettivo di presentare lo stato dell’arte e le nuove frontiere nella adozione delle tecnologie Open Source per le Pubbliche Amministrazioni Locali.

Il focus del convegno è rivolto alla scelta di soluzioni Open Source nelle applicazioni di maggiore diffusione ed adozione, la suite di Open Office e le soluzioni di collaborazione quotidiana quali la gestione delle agende, la posta elettronica la navigazione e ricerca in internet.

Fonte e Programma

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Technology Tuesday martedì 4 novembre a Roma

di Arturo Di Corinto. 30 ottobre 2008

Il 4 novembre 2008, dalle 21 in poi presso la Galleria Love&Dissent di via Leonina 85, Roma (Metro Cavour) la Free Hardware Foundation – FHF, in collaborazione con PopoloBuetv, PandoraTv, NetLeft e la Telematics Freedom Foundation, invita tutti alla nuova serie dei *Technology Tuesday*.
Un’occasione conviviale a cui invitare tutti gli amici e i simpatizzanti della FHF, divertirsi, socializzare e per fare nuovi soci.
Durante la serata seguiremo insieme le presidenziali americane.

Per partecipare è necessario:

* – portare un omaggio alimentare (vino, salame, formaggi, composte, pizza, dolci fatti in casa, pasticcini, guiche, etc…)
* – segnare sulla lavagna all’ingresso nome, cognome, ambito professionale, e-mail (interessi personali e orientamenti sessuali sono facoltativi)
* – to be open-minded

In una filosofia di condivisione, sarà attiva una connessione wireless sprotetta, quindi, chiunque voglia, può portare il proprio laptop, cd e usb pen per scambiarsi materiali, masterizzarli eccetera. Chi rimane dopo le 23 di notte può organizzare un key signing party e procedere all’installazione di un sistema operativo libero.

Il presidente
Arturo Di Corinto
http://fhf.it

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Concorso a premi ApertaMente di OpenMind

di Isotype. 30 ottobre 2008
November 30, 2008

Hai sviluppato un progetto interessante e hai meno di 29 anni? Partecipa, entro il 30 novembre 2008,  al premio ApertaMente organizzato dall’Associazione OpenMind, software libero e informatica consapevole. Il primo premio, per disoccupati o inoccupatii, consiste nella partecipazio gratuita a uno stage formativo di mesi 6 presso CSI – Piemonte. Ai migliori software saranno attribuiti premi in attrezzature informatiche.

Dal sito di OpenMind

Il Premio ApertaMente è rivolto ai giovani appassionati di informatica e di programmazione con l’obiettivo di stimolare le sperimentazioni e, in particolare, lo sviluppo del software libero rendendo i giovani informatici protagonisti nell’ideazione di software riutilizzabili da parte degli Istituti scolastici o altri enti pubblici e che propongano soluzioni innovative per gestire e/o semplificare atti o operazioni proprie delle Amministrazioni pubbliche.

Vogliamo premiare la creatività e l’innovazione.

Se vuoi segnalaci un progetto che pensi possa essere interessato, sarà nostra cura contattarlo per farlo partecipare al concorso.

Leggi il regolamento.

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Software LIbero: FSFE Newsletter

di Arturo Di Corinto. 29 ottobre 2008

Questo è stato un mese importante per il Software Libero. Non solo si è
tenuto il Software Freedom Day il 20 di settembre (come sempre), ma quest’anno
ricorre anche il 25esimo anniversario del Progetto GNU. I festeggiamenti hanno
avuto luogo in tutta Europa e i nostri Fellow hanno continuato a supportare con
entusiasmo e passione il Software Libero a livello locale.

Altri importanti avvenimenti hanno avuto luogo. A livello politico, FSFE ha
cercato di spiegare a rappresentanti della Banca Mondiale perché il Software
Libero continua ad essere importante sia in economia sia in politica. A livello
legale, incontri, dibattiti, discussioni ed eventi formativi hanno continuato a
costruire l’infrastruttura per il domani.

Shane, Ufficio FSFE di Zurigo

1. Il 25esimo compleanno di GNU a Berlino, Germania
2. La più piccola unità di libertà: un Fellow – Sean Daly
3. In contatto con le persone – Software Freedom Day a Berlino, Vienna e Utrecht
4. Eventi della Fellowship in Europa
5. Software Libero per i progetti finanziati dalla Banca Mondiale
6. Attività della Freedom Task Force – La GPLv3 nei Paesi Bassi, sessioni in Italia ed interventi a Berlino e Winterthur
7. Gli incontri del gruppo speciale d’interesse della Rete Legale Europea a Londra e Bruxelles
(more…)

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Video "Copyright Vs Creative Commons"

di Finalmente libero!. 28 ottobre 2008

Ho pubblicato qui il video che ho presentato al Linux Day di Grosseto del 25 ottobre 2008. Naturalmente siete liberi di utilzzarlo a vostro piacimento ^___^

E’ stato un successo!!!!

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Internet Governance Forum Italia: l’apertura della rete

di Arturo Di Corinto. 28 ottobre 2008

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Openness, accesso ai contenuti e libertà d’espressione
Arturo Di Corinto
per Ilsole24ore – Nòva

Quando tutto va bene, digital divide a parte, Internet offre l’accesso a una varietà di tecnologie che consentono inedite possibilità di comunicazione, creatività e innovazione. Ciò avviene attraverso la cooperazione, il decentramento e l’accesso pubblico ai suoi contenuti. Queste tecnologie che ridefiniscono le condizioni sociali di espressione però dipendono tutte dal grado di apertura della rete. Internet non è di per sé un’agorà aperta a tutti, piuttosto, è stata progettata per poterlo essere, e la sua apertura o chiusura dipendono sia dagli standard tecnici che dalle leggi che la regolano.
Oggi purtroppo accade che la regolamentazione di Internet in alcuni stati tenda a restringere il libero flusso di informazioni e che l’accesso ai suoi contenuti venga impedito da standard tecnici che limitano tale apertura, come nel caso dei DRM e degli standard proprietari. I due fatti insieme determinano la creazione di scarsità artificiale dei beni pubblici globali fruibili attraverso la rete.
E’ chiaro perciò che l’apertura, e la mancanza di apertura della rete, ha implicazioni sociali, commerciali e culturali che sono tra loro fortemente interrelate.
Non a caso l’apertura della rete Internet, la sua “openness”, è uno dei quattro temi principali dell’Internet Governance Forum Italia di Cagliari (22-23 ottobre), insieme alla sicurezza, alla diversità e all’accesso. Il tema è intimamente legato alla libertà d’espressione che in un mondo iperconnesso e digitalizzato non riguarda più soltanto la libertà di parola. (more…)

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