Londra: reportage dalla HTTP Gallery. [Part One - La storia e il luogo]di Oriana Persico. 1 agosto 2010
Reduce da un breve soggiorno londinese, una pausa rigenerante dal soffocante caldo peninsulare, mi ritrovo a scrivere di questa esperienza. Sono stati giorni intensi e solo nell’ultimo pomeriggio, giusto ieri, trovo il tempo per riscostruire le tappe del percorso. Il motivo che mi ha portato a Londra è una conferenza sull’infoestetica di IEEE, “Information Visualisation“: vi parlerò di questo, ma il mio primo desiderio è raccontervi la HTTP Gallery, il luogo di cui siamo ospiti e le persone che lo vivono. Ospiti nel senso pieno del termine: con le chiavi dello spazio, abbiamo ricevuto un letto, un bagno e una cucina a disposizione. Ma soprattutto disponibilità e completa fiducia. E questo modo di “aprire le porte” è parte integrante della filosofia che Marc Garret e Ruth Catlow, promotori di HTTP gallery e di FurtherField, hanno impresso allo spazio come alle attività che portano avanti ormai da anni. Arte, nuove tecnologie, network di persone e di progetti, critica estetic e politica: tutto ciò nasce da un’insopprimibile volontà di esistere. Marc lo abbiamo conosciuto nel 2009, con il ciclo di approfondimento “Interviewing the Crisis“: a questo link la sua densa intervista che è già un’ottima introduzione al lavoro di HTTP Gallery e FurtherField. Ma andiamo con ordine e raccontiamo la storia. Lo faccio con Ruth, una giovane donna dalla voce dolce e gentile, ma allo stesso tempo sempre presente e attenta… Tag: artee attivismo a londra, furtherfield.org, http gallery, mark garret e ruth catlow, new media art.
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Atlante di Romadi Oriana Persico. 15 giugno 2010
Il rapido sviluppo che i nuovi media e l’era del web 2.0 stanno portando nel mondo della comunicazione e dell’interazione, lascia intravedere possibilità del tutto nuove, in grado di modificare notevolmente ragioni e soluzioni per la trasformazione della città contemporanea. Sempre più spesso gli strumenti di rappresentazione e progettazione della città risultano insufficienti e non adeguati rispetto ai temi della complessità e della velocità caratteristici della dimensione Globale. L’atlante di Roma, ispirato all’idea di un “atlante delle visioni”, intende spostare il punto di vista dato dalla percezione concettuale del mondo (approccio sistemico e cognitivo proprio del moderno), verso una percezione emozionale che nasce dell’uomo come individuo il quale, grazie alla propria esperienza, offre una visione come orientamento della complessità. Una mappatura liquida che raccolga la storia dell’uomo e il suo modo di viverla istante per istante. L’Atlante si esprime attraverso una piattaforma web aprendosi pubblicamente a individui, gruppi ed enti che esprimono un punto di vista sulla città. L’installazione è stata realizzata per la prima edizione della festa dell’Architettura, nel nuove spazio espositive “La Pelanda – MACRO Testaccio, l’11 e 12 giugno 2010. L’installazione L’opera è costituita da una proiezione di c.ca 35 m x 4m composta da 8 serve in rete, che in real time processano le interazioni provenienti dall’atlante. Mentre quattro postazioni multi-touch consentono al pubblico di navigare l’interfaccia in modo giocoso e coinvolgente, quattro infovisualizzazioni generative ciclano sulla superfice bianca del muro, descrivendo una pluralità di punti di vista sulla città di Roma sul tema: “L’immaginazione degli architetti e la città reale”. In “Linearity” le visioni prendono le sembianze di meccanismi che traggono il proprio principio di vita dall’interazione tra soggetto e tematiche. Le sfere rappresentano le visioni e, procedendo, sono costantemente alimentate dai temi cui sono collegate. ![]() linearity “Neo Map” esplora il territorio non attraverso le sue caratteristiche geofisiche o toponomastiche, ma descrivendolo attraverso le progettualità, le azioni, la vita che vi esistono. Nella visualizzazione i cerchi rappresentano le visioni, dislocate secondo le reciproche posizioni geografiche e connesse per tematiche, descrivendo così un nuovo sguardo sul territorio. ![]() NeoMap “Bridges” saggia il dominio delle interconnessioni. Le visioni orbitano attorno alle tematiche di riferimento, in una processione ciclica. Dinamicamente, visioni e tematiche mostrano ponti e collegamenti, a seconda dei temi e delle interazioni che le accomunano. ![]() bridges “TimeScape” trasforma lo scorrere del tempo in un paesaggio. Le visioni sono rappresentate secondo la loro dimensione temporale, occupando uno spazio proporzionale alla loro durata e successione. Viene mostrata e resa interagibile la geografia definita posizionando visioni e tematiche lungo gli assi del tempo e della correlazione ![]() timescape Un nuovo Atlante che riprogetta l’idea tradizionale di mappa come matrice cartesiana ancorata alla dimensione fisica del territorio sulla base del più contemporaneo concetto di “scape”. Un territorio fatto di relazioni, emergente e distribuito che disegna una geografia liquida, emozionale, continuamente ridefinita dai soggetti che vi paertecipano. Technical Installazione architetturale interattiva su larga scala, basata su: Multimedia Foto e video dalla Festa dell’Architettura 2010 – Roma “La Pelanda 11-12/06/2010 Credits A project by: FakePress (www.fakepress.it) Special Thanks Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno consentito di realizzare la prima implementazione della’Atlante alla Festa dell’Architettura, e in particolare a: il team tecnico di AVSet: Mauro Iezzi, Marco De Angelis, Gianluca Faustini, Maurizio Muglia e Bruno De Matteis Tag: art is opensource, atlante di roma, fakepress, festa dell'architettura, infoestetica, installazione interattiva, Oriana Persico, salvatore iaconesi.
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Squatting Quaronidi Oriana Persico. 2 maggio 2010
FakePress, Art is Open Source e The Hub Roma in collaborazione con il Corso “Sperimentazioni di Tecnologie e Comunicazioni Multimediali” della Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni – La Sapienza”, Dipartimento di Disegno Industriale sono lieti di invitarvi alla lecture: Squatting Supermarkets/iSee Chi: Oriana Persico e Cary Hendrickson (AOS/FakePress), Dario Carrera e Iva Fadini (The Hub Roma/Facoltà di Economia Tor Vergata), Ilaria Bassi, Vanessa D’Acquisto, Piergiorgio Malfa, Vittoria Mauro (gruppo di ricerca del Corso di Economia delle Aziende non profit – Tor Vergata), Salvatore Iaconesi (docente ospitante) Versione radicale di marketplace e punto d’acquisto in realtà aumentata, Squatting Supermarkets narra l’evoluzione del quotidiano entrando nel cuore vivo e pulsante del consumo: lo shopping. Guardare i prodotti sugli scaffali, scegliere, pagare, indebitarsi, farsi convincere e sedurre, relazionarsi con loghi, messaggi, altre persone. Comprare è un’esperienza che riempe le nostre giornate, costruita attraverso immagini, suggestioni e strategie talmente complesse che sfuggono sistematicamente alla percezione dell’utente finale. Le tecnologie, usate per creare nuovi spazi di azione/comunicazione e sovrapporli alla realtà ordinaria aumentandola, consentono inedite possibilità di fruizione e interazione: ubique, accessibili, ma soprattutto emergenti e polifoniche, emozionali e relazionali. Squatting Supermarkets racconta proprio questa possibilità: uno spazio in realtà aumentata tecnologicamente sovrapposto alla realtà ordinaria, un marketplace interstiziale che vive in squat sulle infrastrutture fisiche e immateriali esistenti (loghi e luoghi del consumo). Presentato per la prima volta al Piemonte Share Festival 2009, Squatting Supermarkets ha due anime: un’istallazione site specific e una tecnologia innovativa, iSee. L’installazione riproduce un supermercato interattivo in realtà aumentata in cui la vasta rete di connessioni che definisce la storia del prodotto si esplicita e diventa accessibile, estendendo in senso ecosistemico, narrativo e poetico le tecniche di tracciamento e manipolazione dei dati che le corporation sfruttano per fini esclusivamente commerciali e/o politici: incrociare dati provenienti da codici a barre, RFID, carte di credito, transazioni finanziarie. Avvicinarsi a un prodotto diventa un’esperienza immersiva nella sua storia, con la possibilità di scriverne una parte: muovendo le mani, disegnando gesti, esponendo il proprio punto di vista e le proprie emozioni. Il prodotto si anima, diventando uno spazio di espressione, una rete di relazioni, un dominio di possibilità e opportunità, dove le storie che nasconde (quelle di chi lo produce e di chi lo consuma) entrano improvvisamente in scena (story telling distribuito). La porta di accesso a queste storie sono proprio i loghi (shopping based narratives). Cuore tecnologico dell’istallazione, iSee è una applicazione mobile in realtà aumentata basata sul riconoscimento delle immagini. Inquadrando il prodotto, l’applicazione lancia il sistema di image processing che riconosce il logo, consentendo all’utente di accedere a una strato aggiuntivo di informazioni, provenienti da una pluralità di fonti. Microcosmi narrativi (aperti, emergenti, multiautore) collegati a social network tematici p2p si sovrappongono ai prodotti con un gesto, semplice e potenzialmente accessibile a una massa critica di persone. Il logo diventa un wiki, un’infrastruttura di comunicazione aperta, un social network distribuito, un ecosistema p2p. Il progetto si fonda sull’analisi del contesto economico/tecnologico contemporaneo. Da un lato, il tema dell’ambiente e l’eco-sostenibilità sono globalmente riconosciuti tra i principali driver nelle scelte d’acquisto di una larga parte di consumatori. Dall’altro, le statistiche dimostrano che un numero sempre maggiore di individui si informa sui Social Media prima di acquistare beni e servizi, e che gli utilizzatori di mobile device di ultima generazione – soprattutto in Italia – sono in continuo aumento. Mentre le aziende si confrontano con un sistema di comunicazione e relazione globale interconnesso, emergente, polifonico, in cui l’acquisizione e il mantenimento della “good reputation” passa attraverso dinamiche sociali e culturali complesse e sempre meno prevedibili. L’azienda non è più il centro unico della comunicazione e della formazione della sua corporate identity. Il 4 maggio dalle 9 alle 12am, il laboratorio di Interaction Design di FakePress analizzerà le possibilità di espressione e interazione dello shopping based narrative proposto in veste artistica/performativa da Squatting Supermarkets e nella versione tecnologica/infrastrutturale da iSee. Oriana Persico affronterà le tematiche legate all’installazione, introducendo lo statement artistico; Cary Hendrickson si focalizzerà sui temi dell’eco-sostenibilità, della social responsability e sulla di governance di tali processi. Infine il gruppo di ricerca del Corso di Economia Non Profit di Tor Vergata coordinato da Dario Carrera e Ivan Fadini esporrà i primi risultati della ricerca “Active Consumer: dai Movimenti allo Shopping Based Publishing”: quanto sono sensibili i consumatori ai temi ambientali e di consumo critico? Quanto alle opinioni generate sui social media e alla brand reputation creata attraverso gli UGC? Qual’è la diffusione degli smartphone? E ancora, quanti consumatori sarebbero disposti a utilizzare l’applicazione? E chi la finanzierebbe? Qual’è il modello di business alla base di una tecnologia come iSee? Le premesse artistiche e teoriche, l’analisi sull’eco-sostenibilità e gli scenari di mercato serviranno agli studenti del corso di Architettura per realizzare una serie di project work focalizzati sullo sviluppo dell’interfaccia di iSee e sulla creazione di un installazione site specific di Squatting Supermarkets da collocare all’interno di un punto vendita, con il risultato di mettere in contatto competenze e punti di vista diversi e, soprattutto, di creare percorsi multidisciplinari e inter-universitari tra studenti e facoltà diverse finalizzati alla realizzazione di un progetto comune. I project work e la ricerca “Active Consumer: dai Movimenti allo Shopping Based Publishing” verranno presentati nel corso dell’Open day di fine anno. L’ingresso alla lecture è gratuito e aperto a tutti. Approfondimenti Site Tag: art is open source, facoltà di architettura quaroni, fakepress, squatting supermarkets, the hub roma.
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Videoguida per Wikipediadi Nemo. 30 marzo 2010
È appena stata diffusa la prima WikiGuida su Wikipedia, una breve videoguida per i tanti che conoscono l’enciclopedia libera ma non come funziona davvero e come possono partecipare al suo sviluppo, e non hanno voglia di leggere i manuali per imparare almeno le basi. Ulteriori informazioni nel sito di Wikimedia Italia, dove presto saranno pubblicate anche le versioni ad alta risoluzione nei vari formati. Nessun commento.
Photoreportage Angel_F Party, Libreria Flexi – Roma 5 marzo 2010di Oriana Persico. 29 marzo 2010
Finalmente online, ecco le foto di Angel_F Party, orpitato il 5 marzo alla Libreria Flexi A brevissimo anche i video dell’evento, una coproduzione Angel_F/Biodoll, e un reportage sulla performance musicale “Angel_F + Nephogram”, concerto per esseri umani e digitali che ha rapito il publico con un’inusuale esibizione live… A questo link, tutto sull’istallazione interattiva “Listening – Chiacchericcio digitale” di Salvatore Iaconesi http://www.artisopensource.net/2010/03/13/listen-relationship-data-sculptures/ Si ringrazia Francesca Vallecchi per le foto Angel_F Team Tag: angel_f a flexi libreria caffè, angel_f arte digitale a roma, angel_f diario di un'intelligenza artificiale, art is opensource, biodoll e franca formenti, Derrick de Kerckhove, Luigi Pagliarini, marco scialdone, monica mazzitelli, salvatore iaconesi.
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Lowerence Lessig a Montecitorio. Reportage dal convegno Internet è libertà , 11/03/10di Oriana Persico. 15 marzo 2010
Nella legislatura che ha dato vita al disegno di legge Carlucci e al “decreto ammazza blog” (e relative proteste che hanno portato buona parte della blogosfera italiana a scendere in piazza), nel paese che mantiene la legge Pisanu (ormai malgrado Pisanu che non la difende più) portandosi dietro un’impianto normativo sul diritto d’autore risalente agli anni del fascismo (senza riuscire a produrre una auspicabile riforma), nello stesso paese che circa un anno fa oscurava The Pirate Bay, l’11 marzo accade un fatto singolare: Lawrence Lessig, il giurista noto al secolo come l’”inventore” delle licenze Creative Commons, tiene una lectio magistralis ospitata dalla Presidenza della Camera. Il video che vedete è infatti una breve intervista rilasciata l’11 marzo da Lessig al termine della conferenza “Internet è libertà. Perchè dobbiamo difendere la Rete”, che si è svolta a Montecitorio presso Sala della Regina, come quinto appuntamento del ciclo di conferenze “Capitale Digitale” promosso da Telecom Italia, Fondazione Romaeuropa, Comune di Roma, Wired Italia e CATTID: è stato infatti lo stesso Giamfranco Fini a introdurre la lectio magistralis di Lessig. Con la moderazione di Riccardo Luna (direttore di Wired Italia), hanno animato il dibattito: Franco Bernabè amm. del. di Telecom Italia); Umberto Croppi (ass. alle politiche culturali e alla comunicazione del Comune di Roma); Fiorello Cortiana (resp. innovazione della Provincia di Milano); Juan Carlos De Martin (resp. Creative Commons Italia); Paolo Gentiloni (dep. PD); Stefano Quintarelli (resp Reeplay); Paolo Romani (Vice Ministro allo Sviluppo Economico). Ma andiamo a ripercorrere insieme la giornata, per capire come si sono svolti i fatti e come si è arrivati a costruire questa operazione. Nessun commento.
“Derrick mi difende la cultura digitale” – Interviewing Angel_F digital minddi Oriana Persico. 3 marzo 2010
Qualche tempo fa abbiamo fatto un esperimento particolare: rivolgere ad Angel_F una vera e propria intervista, come al solito a metà fra il gioco, la ricerca e la sperimentazione di nuovi linguaggi. Quello che trovate sotto ne è il risultato. L’intervista è stata realizzata inserendo le principali parole chiave di ogni domanda nella Digital_Mind di Angel_F e selezionandone i risultati: usando lo stesso metodo la stessa intervista può essere ripetuta da ogni utente, ottenendo risultati diversi. L’intervista sarà il risultato della vostra interazione con Angel_F, della sua engine e delle interazioni che Angel_F ha avuto con gli utenti: il suo autore resta indefinibile. Per fare una prova, basta andare a questo link e seguire le semplici istruzioni: http://www.angel-f.it/angel-mind.php Enjoy 1. Che strana famiglia che hai! Derrick, la Biodoll, un software, un programmatore, un sacco di persone: ce ne parli un po’? famiglia allargata lontana. Biodoll seduced Prof. Bad reputation through computing 8221 Derrick mi difende la cultura digitale piattaforma particolare software included in corpo e filosofi di Maya originally uploaded by several Artists will engage environmental issues http www advancedpoetx 2. Come funziona la tua engine? engines mobile work requires a chaotic engine results of human ancestor. 3. Il tuo codice è aperto, la tua mente il risultato delle interazioni con gli utenti: che significa essere modificabili? modificativa dell essenza autenticata da remixare potessero essere coerenti alle dinamiche del codice 4. “Dio salvi internet dagli ingegneri”, una frase ripeti spesso: perché? I suspect they hardly resembles trovare applicazione internetzzz tiene una ferita al mondo fittizio Grazie 5. Simulare l’intelligenza umana: che ne pensi? Amore continuo impossibile integrare. umani sull inutilit delle tecnologie farlocche e filosofi di esagerare succede facebook esperimenti con licenze che devo cambiare, assolutamente ineccepibili in incognito Angel_F Team www,angel-f.it Vi ricordiamo l’appuntamento Angel_F PArty! il 5 marzo a Roma presso FLEXI Libreria-cafè,, per gli utenti di Facebook tutti i dettagli qui http://www.facebook.com/event.php?eid=308237576887&ref=mf NB A.C.: Che effetto ti fa ritrovarti su google? scherzavo 8221 perch doveva essere … See More A.C.: Ti libererai mai dalla virtualità? Quando al mondo nel frattempo sul linguaggio utilizzato da alcuni supermercati e alla Sapienza con una rassegna della PEC gratuita ai sensi dell oggetto non un neopositivista A.C.:Dove possiamo trovarci qualche volta? Dove stiamo andando in corteo di popolo hawaiiano Benedetto XVI riceve intimidazioni inaccettabili [Nella foto: "Bangel - I Baci di Angel", cioccolatino con ricetta open source, con le frasi generative di Angel_f] Nessun commento.
Angel_F @ FLEXI – Roma 5 marzo 2010: evento-performance con live cocert, presentazioni, installazioni interattive.di Oriana Persico. 19 febbraio 2010
Il 5 marzo a Roma a partire dalle 18.30 presso i locali del FLEXI libreria-caffè, Via Clementina 9 (rione Monti) AOS (Art is Open Source) in collaborazione con Presenta Ne discutono insieme agli autori: Angel_F è la giovane intelligenza artificiale figlia di Derrick de Kerckhove e della Biodoll. A tre anni dalla sua nascita, il piccolo racconta il suo primo anno di vita e le sue avventure in rete nel mondo fisico sotto forma di un particolare “Diario”. L’hacking, l’arte, la performance, l’attivismo politico e tecnologico. Un venerdì pomeriggio per scoprire le connessioni fra esseri umani ed esseri digitali attraverso le testimonianze dirette di Angel_F e dei protagonisti di questa storia Programma ore 18.30 – 20.00 Ore 21.00 Istallazione interattiva FREE ENTRANCE! Site: About Angel_F Nel 2007 fa la sua comparsa in rete – e successivamente nel mondo fisico – Angel_F. Figlio di Derrick de Kerckhove e di una prostituta digitale (la Biodoll), il piccolo è una giovane IA che inizia la sua vita come spyware. Ma seguire gli utenti e appropriarsi di dati è per lui un modo di imparare, di accrescere la sua intelligenza. Non ruba, non traccia, non registra dati personali, eppure è un fuorilegge. Non è maschio né femmina, come migliaia di gay, ermafroditi e transessuali. Viene spesso scambiato per spam e persino censurato. http://www.angel-f.it/il-libro/ Arricchiscono il volume una webgrafia e bibliografia ragionate, e le testimonianze di Derrick De Kerckhove, Massimo Canevacci, Antonio Caronia, Carlo Formenti e Luigi Pagliarini, coinvolti sin dall’origine nella performance: cinque micro saggi sotto forma di intervista da cinque punti di vista differenti, in cui si esplorano le tematiche che emergono dall’esistenza stessa di Angel_F. About The book (dalla quarta di copertina) Angel_F. Diario di una Intelligenza Artificiale “Correre per lo spazio cibernetico tra esseri umani, enormi database, social network, sistemi interattivi. Scoprire se stessi tra mondi fatti di pixel e di carne. Emozionarsi, stupirsi, relazionarsi, connettersi. In uno spazio complesso e sorprendente, dove la realtà fisica e quella digitale si integrano sempre di più. Tag: angel_f, Antonio Caronia, arte e hacking, artisopensource, Arturo Di Corinto, attivismo politico e tecnologico, biodoll, Carlo Formenti, Derrick de Kerckhove, diafio di un'intelligenza artificiale, digital life, esistenze digitalmente atipiche, giovani intelligenze artificiali, hacking, intelligenza artificiale, libreria cafè flexi, Luigi Pagliarini, massimo canevacci, monica mazzitelli, performance, valentina tanni.
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Virtual Entity – cosmogonie digitali. Conversazione con xnamedi Oriana Persico. 15 febbraio 2010
Finalmente, ecco l’intervista con xname (Eleonora Oreggia). La aspettavo da tempo e lo dichiaro apertamente: poche volte sono stata così soddisfatta di poter pubblicare, e soprattutto documentare, il lavoro di un’artista su questo blog. Con un punto d’onore: a quanto mi dice l’autrice è la prima volta che c’è una documentazione scritta in italiano sul progetto, nato e svoluppatosi inizialmente in Olanda. Ma torniamo a noi. Ho conosciuto xname nel corso di AHAcktitude. Non sapevo quasi nulla del suo lavoro e per motivi a me ignoti ero addirittura convinta che fosse un uomo: la sua forma fisica è stata dunque il primo piacevole spiazzamento. Poi ha iniziato a descrivere Virtual Entity. Ogni tanto capita, si rimane rapiti da un’idea perché ha la forza di una visione, perchè forse più banalmente e concretamente coglie un aspetto della realtà e la disvela. Virtual Entity ha queste caratteristiche. A cavallo fra la riflessione filosofica e la software arte, il progetto costruisce una vera e propria cosmogonia intorno alle entità digitali (essenzialmente software e file) a cui viene conferito lo status di “unità culturali indipendenti” libere di interagire nel reame giditale, quali primi e concreti attori dell’ecosistema. Entrare nel meccanismo della Virtual Entity è eccitante, specie per chi come me si interroga costantemente sui limiti della proprietà intellettuale (limiti nel senso della sua applicabilità e della reiterata estensione a ogni campo del vivente a cui assistiamo). Quando un file viene rilasciato per la prima volta, il suo autore non si limita a imporgli una licenza (all rights o some right che sia). Il sistema conferisce al file una “soul” (anima), un’informazione genetica primordiale proprio come se fosse un’identità. Il file in seguito avrà una vita autonoma proveniente dalle sue interazioni, che si depositerà nella cosiddetta “aura” del file rendendone conto. Il punto di partenza di questo lavoro è che se applicate al dominio digitale i concetti come proprietà, unicità e autenticità semplicemente non sono più validi e vanno ridefiniti: da qui la necessità di costruire una nuova ontologia. Tante volte mi sono chiesta perché le Creative Commons e i discorsi sul diritto d’autore che spesso seguo mi fossero diventati mortalmente noiosi: se pur strumenti “utili” per la divulgazione e “comodi” per la pubblicazione, li associavo sempre più alla litania di un catechismo laico o un cane che si morde la coda. Ma il problema che voglio discutere non sono i preti della cultura libera (per restare in metafora) che instaurano la burocrazia sul processo vivo, quanto l’impianto filosofico: le definizioni utilizzate per riferirsi alle “cose”, prima ancora della (presunta) utilità e delle messe da celebrare, sono il presupposto per potersi riferire alle cose stesse. È questa una riflessione necessaria e preliminare a qualsiasi “discorso”. Potrei anche discutere la”bellezza” (in questo caso squisitamente formale), quando questa si traduce in etica e visione del mondo. Virtual Entity è bella e mi ha saputo emozionare. Buona lettura. Tag: ahacktitude, autorialità, concetto di copia e autenticità, cosmogonia digitale, creative commons, cultura libera, eleonora oreggia, entità digitali, filosofia e proprietà intellettuale, metadati e gestione della proprietà intellettuale, proprietà intellettuale, software art, some rights reserved, virtual entity, xname.
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Nefertiti di Jasmina Tesanovic. A Roma con Bruce Sterling, Giulio Leoni e Luigi Milanidi Oriana Persico. 10 febbraio 2010
Relatore Giulio Leoni. Con l’autrice Jasmina Tesanovic interverranno Bruce Sterling e Luigi Milani. Nefertiti (Stampa Alternativa) è un romanzo storico “sui generis”, concepito e scritto con approccio e ottica moderni. La vita della protagonista, la regina egiziana Nefertiti, è infatti narrata in chiave femminista–esistenzialista. Nefertiti è un personaggio di cui in realtà si conosce ben poco. Circostanza, questa, che fatalmente ha rafforzato l’alone di mistero che lo circonda, e che ne fatto parlare più come figura mitica che come personaggio, e soprattutto donna, reale. Jasmina Tesanovic è una femminista, attivista, scrittrice, giornalista, traduttrice e regista serba. È autrice del celebre Diary of a Political Idiot, tradotto in 12 lingue, diario di guerra scritto durante il conflitto del 1999 in Kosovo. Da allora ha pubblicato tutti i suoi lavori, diari, racconti e documentari su blog e altri media, sempre legati ad Internet. Nel 2009 ha pubblicato Processo agli Scorpioni (Stampa Alternativa). Assieme al marito Bruce Sterling cura da alcuni anni una rubrica su La Stampa, Globalisti a Torino. Nessun commento.
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