Open Cloud… CloudLinux

di Finalmente libero!. 9 febbraio 2010

CloudLinux: una distribuzione apposita per cloud computing e hosting providers
linux

Accanto ai grandi nomi come VMware, Citrix o Microsoft, impegnati nel fornire soluzioni agli hosting provider per la realizzazione di ambienti di cloud computing, stanno nascendo anche diverse piccole compagnie che sviluppano proprie soluzioni per la realizzazione di sistemi cloud, per lo più dedicati agli hosting provider che intendono cambiare il loro approccio alla fornitura di hosting, dando vita ad un modello cloud, quindi con risorse on-demand.

CloudLinux
è una giovane startup che ha deciso di puntare tutto sulla versione di
Linux utilizzata per la virtualizzazione la creazione degli ambienti
cloud: in sostanza la distribuzione rilasciata da CloudLinux è una Red Hat modificata per fornire prestazioni superiori negli ambienti di hosting. Mentre la startup si prepara per il debutto ufficiale al Parallels Summit,
il CEO spiega alcune delle caratteristiche del prodotto. Viene
installata una sola versione di Apache per ogni server e questa viene
condivisa da tutte le istanze avviate su quella macchina, virtualizzate
tramite OpenVZ. L’idea di base è semplice: secondo il
team di CloudLinux ogni macchina virtuale porta via risorse per il
fatto di dover avere un proprio kernel, proprie patch e quant’altro,
impedendo ai provider di avere un buon numero di istanze all’interno
dello stesso server.

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Spagna: decreto per la cittadinanza digitale

di Finalmente libero!. 7 febbraio 2010

Software Open. Decretos para la ciudadanía digital

febrer 3rd, 2010 by Lourdes Muñoz Santamaría

El Gobierno ha aprobado dos reales decretos que regulan la relación entre la ciudadanía y las administraciones: los Esquemas Nacionales de Interoperabilidad (RD 4/2010) y Seguridad (3/2010).
Estos dos decretos profundizan en los valores con los que los y las socialistas impulsamos la ley de administración electrónica (Ley 11/2007). Me refiero a principios como libertad de opción tecnológica, no discriminación en función de opción tecnológica, la reutilización de tecnología, el servicio público electrónico universal, la accesibilidad, la sostenibilidad económica de nuestras instituciones digitales, la optimización del servicio público, la autonomía de las instituciones pero a la vez la garantía de entendimiento y colaboración entre las mismas.

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Come cambia il giornalismo nell’era di Internet

di Arturo Di Corinto. 5 febbraio 2010

le 6 W quadratoLa sesta w
Come cambia il giornalismo nell’era di Internet

Il 22-02-2010 a Roma, Libreria Rinascita, comune di Roma (RM)

Le cinque dabliu (who, what, when, where, why) sono uno schema irrinunciabile del giornalismo. La sesta dabliu, il web, propone ora nuove regole, suggerisce una comunicazione diversa, condivisa, partecipata, dove l’utente può essere, insieme, il lettore e il media e dove l’informazione è spesso stimolo per l’azione.

Dal popolo viola allo sciopero dei migranti: come new media e social network cambiano il giornalismo.

Ne discutono con il pubblico, Arturo Di Corinto, Alessandro Gilioli, Filippo Rossi, Giuseppe Smorto.

Modera Alberto Fiorillo.

L’appuntamento è anche l’occasione per la presentazione del libro Caro Papi Natale, 101 domande al reticente del consiglio, scritto a 5.000 mani dagli utenti del blog Rassegna Stanca.

Musiche del Trio Binario

Aperitivo offerto da Aiab

Roma, Libreria Rinascita, viale Agosta 36 (Centocelle)
22 febbraio 2010 – Ore 18.00

La sesta w è organizzato dal blog Le Rane: http://lerane.wordpress.com/

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La storia di Jean-Claude Izzo

di Pagina Tre. 5 febbraio 2010

La storia di Jean-Claude Izzo, lo scrittore marsigliese autore della trilogia che ha come protagonista Fabio Montale (Casino totale, Chourmo, Solea), e dei romanzi Marinai Perduti e Il sole dei morenti. Cinque libri che hanno conquistato migliaia di lettori in Francia e in molti paesi europei. Il volume, pubblicato per i tipi di Perdisa nella collana “Rumore bianco”, contiene alcune poesie di Izzo tradotte per la prima volta in Italia e alcuni brevi testi in prima pubblicazione mondiale.

Stefania Nardini, giornalista e scrittrice, è romana innamorata delle due città dove ha trascorso parte della sua vita: Napoli e Marsiglia. Vive tra l’Umbria e la Francia. È autrice di Roma nascosta (Newton Compton, 1984), del romanzo Matrioska, storia di una cameriera clandestina che insegnava letteratura (Pironti, 2001). Nel 2009, sempre con Pironti, ha pubblicato Gli scheletri di via Duomo, noir ambientato nella Napoli anni ’70. Alcuni suoi racconti compaiono su internet e su riviste letterarie e antologie. Cura la pagina “Scritture & Pensieri” per il quotidiano dell’Italia centrale “Corriere Nazionale”.

 

 

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Il passato della musica registrata

di Leonardo Maccari. 4 febbraio 2010

Edison è stato il primo al mondo ad inventare uno strumento in grado di registrare e riprodurre suoni. La cosa singolare, come riporta un libretto che sto leggendo, è che essendo una persona molto pragmatica, Edison si impegnò subito a cercare dei modi per mettere a frutto la sua invenzione e tra questi non gli venne in mente di registrare della musica…

Per l’appunto la cosa è strana, si può pensare che all’epoca il fonografo fosse uno strumento così grezzo che non potesse competere con uno spettacolo dal vivo, ma Edison era sufficientemente pieno di sè e lungimirante da poter immaginare che in poco tempo quello strumento gracchiante avrebbe prodotto suoni più limpidi, quindi la spiegazione va cercata altrove.

Secondo l’autore del libro il punto è che in quel momento, la musica registrata semplicemente non aveva senso, non era concepita. Godere della musica significava partecipare ad un evento sociale, sia in un teatro che in casa propria (con un pianoforte). Non esisteva il concetto di musica in quanto registrazione da fruire separatemente dall’esecuzione, la musica era l’esecuzione.

Oggi, di questo contesto non è rimasto niente. Tanto che immaginare un mondo senza diritto d’autore, in cui le copie di musica registrata non producono valore ci sembra un’assurdità. In realtà, diminuire l’intensità della protezione del diritto d’autore significa riportare indietro il tempo ad un mondo in cui la registrazione ha, in se, meno valore e l’autore viene ricompensato per le cose che fa quando le fa, e non per tutta la vita dopo averle incise una volta. Forse quando immaginiamo un mondo con meno copyright dovremmo ricordarci che fino a non moltissimo tempo fa le cose erano già, nella sostanza, così.

[Digg]
[Reddit]
[del.icio.us]

[Technorati]
[Google]

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Il Cristo degli ultimi

di Pagina Tre. 4 febbraio 2010

“Cadorna non è una fermata”, di Alessandra Giordano (Edizioni Viennepierre)

“Si spostano a migliaia / di mattina verso il centro / oppure verso zone / periferiche industriali, gambe, / sguardi, indifferenze e passi. Se anche solo / uno di loro muovesse in senso / contrario, risulterebbe indifeso, sgraziato, da poco. Nell’opera / dei decenni che hanno creato le masse / sembrerebbe fuori posto, alienato / unico”.

Alla fotografia poetica dei bellissimi versi di Stefano Lorefice che liricizzano gambe, passi, scarpe in un’inquadratura alla Louis Malle, si contrappone l’autrice nel suo riuscitissimo esordio in narrativa nella tenacia di restituire alla massa dei corpi , costretti ad una momentanea convivenza, parole e volti e storie.

Diventano anime e segnano percorsi nel ventre di Milano replicando l’inutile vacuità del vivere insieme ad immagini ed incontri di tipologia quasi surrealista.

“Invece hai visto quella lì sotto, in prima fila? E’ la madre di Alessia, la down… sai quelli sono molto affettuosi… è vero, spesso danno anche carezze e baci… c’è anche la bambina cinese… come si è buttato?… Franci… Franci, dove sei amore? Vieni, andiamo subito a casa”.

All’ovvietà di crudeli stereotipi, al chiassoso richiamare alla mente la giornata di scuola appena trascorsa, tra zaini e magliette corte, il volto del clown che sorride bonariamente all’uomo tradito: il vecchio parla d’amore e l’amore si sfoglia piano, delicatamente nell’attesa del prossimo fiore , è trepidazione, emozione , sussulto, e l’attimo di un gesto diventa eternità di memoria ed ingentilisce l’animo.

“ Forse, forse lei ama me, una mattina, si una mattina mi ha amato. Mi ha portato un mazzo di margherite”… Il dolore che ha segnato l’uomo tradito lo spinge ad infierire per allontanare lo strazio: “Ti regala i fiori per pietà, e poi…”. Ma il vecchio nel suo cristallino sentire gli offre un petalo dei cinque rimasti ai suoi fiori per portarlo alla moglie… Intenso e alterno questo fotografare anime, volti e storie.

Il poeta in cima al convoglio sotterraneo annota pensieri ; è un poeta o un’anima o un volto attento o l’autrice stessa che si muove in un’ipotesi di ricerca ?

“Ripensò alla ragazza in rosso, poco più giovane di lui, e si chiese se non fosse stato solo il caso a mettere su questo mondo lui, lì in piedi e coi soldi in tasca e lei seduta, a mangiare chissà quando”.

Una storia di giorni, di dubbi, attese, ricerche, una storia d’incontro… Perché Cadorna non è una fermata. Ma nessuna fermata è fine a se stessa rimanda pensieri, storie, introiezioni, nostalgie e fissità di dolore che resta nella nostra e altrui maschera tanto da confondere verità e menzogna in un altalenando di rimozioni e tentativi di nuova verginità.

E’ spontaneo il richiamo alle “ maschere nude” di Pirandello e al desiderio impotente di strapparle dalla pelle e riconoscersi in processi diversi. Ma capita come in Gita al faro; quando il male sembra rimosso e l’occasione giunta, quello che è impresso a fuoco torna con un nuovo affanno. “Soffia un vento così forte / da far crollare gli alberi di nostalgia” (Tahar Ben Jalloun, Doppio esilio).

“Lo saluto, ma sto parlando ancora una volta a quella maschera senza espressione”.

Profonde le interviste che costituiscono parte integrante del testo che non nasce dal soggettivo interpretare volti e storia ; altri aspetti di Milano, appaiono amati, cercati, raccontati in rapporto con il proprio io relazionale e interiore e mi fermo affascinata alle righe di Ferruccio Parazzoli “…perché se lei si alza da qui , piglia il metro e scende a Porta Venezia la vede. E’ un volto di Cristo ed è in uno spiazzo dove c’è un’edicola di giornali, due bancarelle di libri usati e, in fondo, prima di proseguire per viale Vittorio Veneto, nel nicchione di una tettoia in ferro qualcuno ha dipinto il Cristo-città che soffre, il Cristo incoronato di spine che perde sangue… Il Cristo degli ultimi.

L’ho cercato anch’io, l’ho visto e fotografato.

E’ un’immagine forte, il sangue sembra uscire ed essere raccolto dalla pietà del nicchione.

Mi sono staccata a fatica per entrare nel ventre della stazione.

Per acquistare il libro:

http://www.webster.it/libri-cadorna_non_fermata_giordano_alessandra-9788876010590.htm

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Il free software piace alle grandi aziende

di Finalmente libero!. 2 febbraio 2010

In testa a tutti è Acrobat Reader , e poi Java e Flash Player. Le alternative a Office

Tra le grandi organizzazioni poco più della metà farà uso di software free nel 2010 . Lo indica una ricerca commissionata dalla software house Global Graphics che indica tra le ragioni di questa tendenza i limiti posti al budget It aziendale.
La ricerca segnala che questa apertura al software gratuito è ampiamente diffusa nel mondo anglosassone : qui oltre tre quarti delle grandi organizzazione ha già adottato software free con punte di più di dieci prodotti in almeno la metà di loro. Il software più largamente utilizzato è Acrobat Reader di Adobe ( 78%) seguito dal Java Runtime Environment e da Adobe Flash Player.cNella classifica delle dieci applicazioni più utilizzate rientrano QuickTime, OpenOffice, Google Docs, Skype e Save as PDF di Microsoft.
La ragione dell’utilizzo di questi prodotti sta nella necessità di arricchire le applicazioni desktop in uso con nuove funzionalità che non possono essere erogate all’utente con software a pagamento. Le applicazioni sostitutive più citate sono Acrobat e Office.
Le organizzazioni partono spesso dall’utilizzo delle applicazioni free per poi passare a quelle a pagamento solo dove c’è una reale necessità. Il free software trova impiego non solo sul desktop ( 82%) o a livello di applicazione ( 78%) , ma anche all’interno dei data center.

Fonte

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Ma guardate che carina… la Toscana per il software libero nella PA!

di Finalmente libero!. 1 febbraio 2010

La Legge Regionale Toscana del 5 Ottobre 2009, N. 54 all’articolo 26 “Programmi informatici a codice sorgente aperto e formati liberi” recita quanto segue: “La Regione… sostiene… la diffusione di programmi informatici a codice aperto e di formati liberi…” e di fatto si legge che richiede agli Enti Locali di fare altrettanto… :)

LR_541.pdf

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Mixed source, open source, interoperabilità

di Arturo Di Corinto. 1 febbraio 2010

cattid-sapienza
Imagining the future
Microsoft, l’Open Source e la ricerca universitaria

Craig Shank, General Manager, Interoperability Group, Microsoft
Jean Paoli, General Manager, Interoperability Strategy, Microsoft
Roberto Galoppini, SourceForge ed Enterprise Open Source directory advisory board member
Salvatore Iaconesi, Software engineer, REFF board member
Carlo Maria Medaglia, Cattid-Sapienza Università di Roma, Direttore Scientifico
Arturo Di Corinto, Cattid-Sapienza Università di Roma

Mercoledì 3 Febbraio 2010
Ore 14:30 – 16:30
Free Entrance

Al termine dell’incontro sarà offerto un rinfresco dalla segreteria del Cattid

Il CATTID - Centro per le Applicazioni della Televisione e delle Tecniche di Istruzione a Distanza – di “Sapienza” Università di Roma, attivo fin dal 1988, opera in termini inter-dipartimentali, inter-universitari e in collaborazione con alcune tra le più importanti imprese dei settori più coinvolti nei processi della ricerca e della grande convergenza digitale.
Il Cattid è situato all’interno dell’edificio di Scienze Statistiche, l’ingresso è situato in Viale dell’Università 36
http://cattid.uniroma1.it

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Il software libero in Italia. L’esperienza del FLOSS

di Finalmente libero!. 31 gennaio 2010

Il libro offre una panoramica dello stato dell’arte del floss (Free, Libre and Open Source Software) in Italia. Dalla realtà della pubblica amministrazione alla ricerca scientifica, dalla sicurezza informatica alla produzione audio-musicale, il libro restituisce uno spaccato aggiornato di questo mondo complesso e variegato. Le testimonianze di chi ha visto nascere e crescere il Software Libero in Italia si accompagnano ad analisi legali ed economiche e a proiezioni dei principi di base di questa nuova modalità di produzione e distribuzione ad altri settori, come l’Open Content.
Un tassello decisivo per comprendere appieno il mosaico della rivoluzione informatica che in poco più di vent’anni ha cambiato profondamente la Società dell’Informazione, anche in Italia.

A cura di Andrea Glorioso include contributi di Antonella BECCARIA; Antonio BERNARDI; Associazione per il Software Libero (ASSOLI); Nicola BERNARDINI; Marco CIURCINA; Renzo DAVOLI; Italian Linux Society (ILS); Flavia MARZANO; Francesco MOROSINOTTO; Carlo PIANA; Fabio “naif” PIETROSANTI; Cristina ROSSI LAMASTRA; Denis “JAROMIL” Rojo; Lele ROZZA.


In questi giorni in offerta qui

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In primo piano

AHAcktitude ‘09. Breve retrospettiva

di Oriana Persico. 12 dicembre 2009

La scorsa settimana ero a Milano per AHAcktitude ‘09. Domenica si chiudevano i lavori di questa intensa tre giorni. Così intensa che sono tornata a Roma lunedì con 39° di febbre, bronchite e un’affascinante complicazione finora a me sconosciuta: il broncospasmo.

Il primo dato è che, nonostante l’influenza e gli antibiotici che non prendevo da anni, sono ancora convinta che ne sia valsa la pena. Il secondo dato, anch’esso assai rilevante, è che grazie allo splendido lavoro del Cantiere, il giovanissimo centro sociale che ha ospitato l’evento, abbiamo a disposizione riprese di ogni intervento, che vi invito a consultare a questo link. E li ringrazio perché mi consentono di tralasciare la parte “didascalica” del reportage, concentrandomi su qualche riflessione personale.

Detto ciò, il terzo dato riguarda la mia sorpresa per la ricchezza, il livello di contenuti e di partecipazione e il clima generale che ho respirato: nettamente al di sopra delle mie aspettative iniziali e nettamente al di sopra del primo meeting della lista a Venezia.

[Video in alto: promo di Giacomo Verde per AHAcktitude '09; riprese con video-cellulare]

[continua...]

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AHActitude ‘09. A Milano tre giorni all’insegna di Activism, Hacking e Artivism

di Oriana Persico. 25 novembre 2009

ahactitude 09

Dal 27 al 29 novembre prossimo, gli iscritti della lista AHA convergono presso il CS “Il Cantiere” per il secondo incontro nazionale, seguendo il modello utilizzato da HackMeeting.

Qualcuno di voi ricorderà probabilmente il primo incontro, avvenuto ai primi di Novembre presso i Magazzini del SALE a Venezia. Ma quest’anno ci sono molte novità, a partire dal nome. AHActitude unisce, in un fresco gioco di parole, unisce la sigla della lista al concetto di attitudine: a mio modo di vedere una scelta efficace per un evento che intende collocarsi in quella zona dove l’arte si incontra con l’attivismo sociale e tecnologico nel tentativo di aprire un dialogo e condividere pratiche, concetti e azioni con i movimenti di base. In quest’ottica AHActitude ‘09 ospiterà un collegamento in diretta con le mobilitazioni universitarie tedesche, che in questi giorni hanno occupato circa 30 università in tutta la Germania

Artisti, attivisti, hackers – in una parola gli “artivisti” – organizzano una tre giorni di attività, studio, condivisione e divertimento. Fra seminari, workshop, presentazioni e performance, un programma denso declinato all’insegna dell’opensource, dove si esploreranno tematiche legate ai social network, al cyberpunk, al fake e ai nomi collettivi, fino ad arrivare alla realtà aumentata.

La partecipazione e l’ingresso all’evento sono, naturalmente, aperti e gratuiti.

[continua...]

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Frontiers of Interaction V. Intervista con Leandro Agrò

di Oriana Persico. 19 ottobre 2009

frontiers of interaction

In bilico fra arte e ingegneria, tecnica e filosofia, ufficialmente Leandro Agrò è un interaction designer, ma preferisce definirsi un “ibrido”. Partito da Agrigento, a 14 anni fra pc e motorino sceglie il primo. E arriva lontano, in California passando da Milano dove risiede. Frontiers of Interaction, evento di cui è ideatore, è il motivo per cui lo abbiamo intervistato.

Ma senza indugiare oltre ecco con le sue parole la storie e l’evoluzione del progetto, qualche curiosità e un gradito sguardo critico alle tematiche proposte. Un’intervista densa che fa riflettere sulle prospettive di sviluppo del web che abbandonando il dominio dell’immateriale si sta spostando sulle “cose” (the Internet of Thinghs, o web 3.0, o SPIME), fra smart city, socialnetork e progettazione ecosostenibile.

Frontiere (nemmeno a dirlo) dell’arte, della tecnologia e della nostra vita quotidiana su cui vale la pena soffermarsi almeno per qualche minuto.

[Nella Foto: Leandro Agrò (a sinistra), Carlo Maria Medaglia del CATTID di Roma (centro) e Matteo Penzo (co-founder Frontiers) davanti all'Acquario Romano, con la maglietta di Frontiers of Interaction V.

Fonte | ArtsBlog.it

[continua...]

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REFF @ IGF Italia – Pisa 7 ottobre 2009

di Oriana Persico. 5 ottobre 2009

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Si apre a Pisa dal 5 al 7 ottobre 2009 la riunione prepariatoria dell’Italia in vista dell’Internet Governance Forum dell’ONU di Atene.

REFF il 7 ottobre parteciperà al panel dedicato al tema “Innovazione, Cultura e Creatività” coordinato da Arturo di Corinto, contribuendo al dibattito internazionale sul futuro della rete attraverso la sua esperienza a cavallo fra arte, hacking, attivismo e networking globale.

Arriviamo a Pisa con una novità importante, che siamo lieti di annunciare in anteprima: in collaborazione con Scambio Etico (www.scambioetico.org), REFF aprirà una sezione speciale del concorso dedicata alla net neutrality, con l’obiettivo di sostenere e promuovere la campagna europea in corso.

A breve on line tutti i dettagli e le informazioni per partecipare: siamo molto felici di questa nuova partnership che coinvolgerà tutte le realtà presenti all’interno del REFF, e specialmente quelle che nel corso degli anni si sono impegnate a difendere i diritti e le libertà digitali.

A presto!

REFF Team
www.romaeuropa.org

link
www.scambioetico.org
www.igf-italia.it/
www.laquadrature.net/

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